La Raggi ha le sue gatte da pelare e di questo, come calabresi, dovrebbe importarcene poco. Dovrebbe. E invece abbiamo un grande interesse a vedere come va a finire per più di una buona ragione. ALFA. Il M5s è, nella convinzione di tanti anche calabresi, quanto di più vicino esista in Italia ad una forza di opposizione in senso stretto. Renzi ed il PD, da un lato, e Grillo e i suoi, dall’altro, starebbero su posizioni inconciliabili e senza punti (apparenti) di contatto. L’unico ad illudersi del contrario, si dice, sia stato Bersani nel famoso e per lui sfortunato “faccia a faccia” con Grillo dopo le ultime elezioni. Si risolse in un pasticcio e Bersani perse la poltrona.
Le cose però nel frattempo sono cambiate. Se la Corte costituzionale ad ottobre NON boccia l’Italicum, ossia la legge elettorale della sola Camera, che oggi consegnerebbe al ballottaggio il PD ed il M5S, gli interessi di Renzi e Grillo comincerebbero a mostrarsi quali sono ossia più intensi e convergenti di quanto sembri.
Il bottino dei voti del Cdx sarebbe da spartire una volta per tutte e sebbene i 5s ne avranno più benefici (il movimento ha solide radici di destra come mostra la storia personale della Raggi ed il fatto che mezza giunta sarebbe stata defenestrata da tal Marra vice capo gabinetto della Raggi ma anche uomo di Alemanno e della Polverini) anche Renzi conta di portare a casa un po’ di voti moderati lasciando a Salvini il ruolo dell’estremista senza alcuna speranza di vittoria.
BETA. Perché la spartizione ci sia é indispensabile che Renzi non perda il referendum costituzionale di novembre. Una bocciatura avrebbe due conseguenze che il suo giornale, caro Direttore, ha ben spiegato. Innanzitutto, come Cameron volle il referendum sulla Brexit e perdendolo é andato a casa, così Renzi - se non vuole cadere nel ridicolo, e soprattutto se non vuol far cadere nel ridicolo il nostro Paese con le Cancellerie di mezzo mondo - deve andare a casa in caso di sconfitta. Secondariamente bisognerà cambiare l'Italicum per regolare le elezioni del
(sopravvissuto) Senato. Le due cose messe insieme non promettono nulla di buono per il M5S. Un nuovo governo dovrà spolverare il patto del Nazzareno per avere i voti al Senato e forse anche alla Camera (dove molti si ricorderanno di essere stati nominati da Bersani). Si passerà ad una legge che prevederà per forza il premio di coalizione e così il Cdx si ricompatterà con Berlusconi/Parisi/Meloni/Salvini, il Csx recupererá le ali a sinistra di Renzi e addio sogni di gloria per Di Maio & Company. In realtà addio Italia, ma questo é un altro discorso.
GAMMA. La Calabria dovrà a questo punto schierarsi. Il 10 la ministra Boschi sarà a Reggio per la Festa del Pd. Se in Calabria vince il No al referendum e poi passa il Sì nel resto del paese il gruppo dirigente calabrese verrà azzerato e con le elezioni nel 2017-2018 non saranno rose e fiori. Renzi conterà una volta per tutte amici e nemici e completerà il lavoro sospeso per la scadenza referendaria. Se il No vince in Italia con la caduta di Renzi per i renziani calabresi (invero parecchio tiepidi da sempre e un po' raccogliticci) sarà difficile cambiare di nuovo casacca.
Quindi? Quindi hanno un disperato bisogno che il referendum vinca in Calabria ed in Italia. Per farlo devono spiegare alla gente su cosa si vota e che per dare un botta al Governo rischiano di portare indietro la storia e affossare l'Italia. Pedalare gente, pedalare.