"Le gravi condizioni della sanita' calabrese - aggiunge - sono pagate quotidianamente dai cittadini. Carenze infrastrutturali, rete di emergenza-urgenza inadeguata, mobilita' sanitaria interregionale, liste di attesa lunghissime, atti aziendali Asp inapplicati, Lea lontani dai parametri minimi, medicina territoriale da inventare, ricorsi ad accreditamenti delle strutture private eccessivi, case della salute mai partite, sono alcune delle criticita' che rendono il sistema della salute pubblica calabrese un colabrodo. Ci sono responsabilita' evidenti del Commissario al piano di rientro, ma ci sono altrettante responsabilita' della Giunta regionale che nomina i direttori generali delle Asp. Che fine hanno fatto i nuovi ospedali? E' corretto presentare la costruzione dei nuovi Ospedali mentre non si riescono a far partire le procedure per la costruzione degli altri tre per inconcludenza della burocrazia? Perche' non si da seguito gli atti aziendali? Perche' non si assume il personale necessario e si stabilizza il precariato? Se la giunta regionale voleva seriamente fare una battaglia negli interessi della salute dei cittadini calabresi avrebbe dovuto individuare un dialogo costruttivo con la struttura commissariale cosi' come avvenuto in altre regioni ed auspicato e consigliato dalla Cgil, o altrimenti, impugnare e fare battaglia politica sui contenuti del piano di rientro contro il Governo che ha nominato la struttura Commissariale, e da subito aprire una discussione inCalabria sulla salute, con i sindaci, le parti sociali, i cittadini, gli operatori, le associazioni e non ingaggiare una battaglia personale con la struttura commissariale che ha dato l'idea di uno scontro di potere".
"Non si puo' stare al Governo a Roma e all'opposizione in Calabria - sostiene ancora la Cgil Calabria - e questo i cittadini calabresi lo hanno capito. I problemi della salute in Calabria sono complessi e ai cittadini calabresi poco interessa se al Governo della sanita' ci sia un tecnico o un politico. La frattura tra la struttura commissariale e' profonda e insanabile, soprattutto se chi ha competenze tecniche assurge a ruoli politici, ma riteniamo sarebbe un errore far tornare a questa politica la sanita' calabrese, che nel tempo ha mostrato il peggio di se, tra clientele, localismi, scontri di potere, gestioni familistiche. Il 16 novembre scenderemo in piazza anche per questo, per aprire la vertenza salute e per ribadire che la sanita' calabrese ha necessita' di essere garantita da figure autorevoli e competenti".