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COSENZA. Il sindaco OCCHIUTO: Ho proclamato il lutto cittadino. Ma la sinistra cosentina è come gli SCIACALLI

COSENZA. Il sindaco OCCHIUTO: Ho proclamato il lutto cittadino. Ma la sinistra cosentina è come gli SCIACALLI
"Ho proclamato il lutto cittadino per la grave tragedia in cui sono rimasti coinvolti tre nostri concittadini. Erano concittadini ammalati, e non ci sono parole per descrivere il senso di sgomento e il dolore di una comunita' intera quando avviene un episodio cosi' grave". Lo scrive su Facebook il sindaco di Cosenza Mario Occhiuto, dopo l'incendio di venerdi' che ha fatto tre vittime nel centro storico. "La tragedia nella tragedia e' stata quella della perdita di una collezione libraria privata custodita in una stanza adiacente all'immobile occupato dalle vittime - continua -. Era una biblioteca con testi non inventariati ne' dichiarati, per cui non conosciamo con esattezza il valore se non per le dichiarazioni del proprietario Roberto Bilotti. Colgo l'occasione per lanciare un appello a chi detiene in casa, o in altri luoghi privati, testi importanti per la storia e la cultura cittadina, affinché' possa farli custodire in siti più sicuri e sorvegliati. Riguardo alle critiche di queste ore - prosegue Occhiuto - posso solo dire che l'atteggiamento più responsabile e dignitoso avrebbe dovuto essere in simili circostanze quello di restare tutti uniti e solidali anziché' approfittarne per speculare con accuse rivolte agli altri".

"Ma purtroppo come al solito anche questa volta la sinistra cosentina, responsabile di tutti i disastri lasciati in eredità dagli ultimi decenni di governo della citta', ha perso un'occasione per stare in silenzio. Poteva e doveva farlo, almeno in questa circostanza così dolorosa evitando di strumentalizzare tutto come fanno gli sciacalli". "Se proprio si vuole andare alla ricerca di eventuali responsabilità bisognerebbe indagare sulla inadeguatezza del sistema sanitario regionale, perché' non possono essere lasciati da soli ammalati gravi in condizione di nuocere anche a loro stessi.

Ed e' fuori luogo in questo caso anche il riferimento al centro storico, che viene impropriamente sempre strumentalmente richiamato, perché' un incendio può svilupparsi in qualunque abitazione in qualsiasi posto della città. Le povere persone coinvolte abitavano da trent'anni in una casa di proprietà nel centro storico e avevano occupato abusivamente una porzione di immobile contigua. Nella casa erano accumulati decine di quintali di rifiuti che sono stati probabilmente la causa dell'incendio. Negli anni del nostro governo (prima non mi risulta sia stato fatto niente di niente) si è intervenuto con bonifiche delle aree esterne di pertinenza - conclude -, poiché' non e' possibile intervenire all'interno delle abitazioni private". (fonte Italpress)