Son dottrina e saper; che m'odia e fugge…” – Lorenzo Calogero divenne un “caso letterario” – come il Tomasi di Lampedusa cui già l’Anassilaos ha dedicato un incontro – soltanto dopo la morte. Ci si accorse allora che il medico-poeta era un poeta degno di attenzione; che “il matto” era un uomo rispettato e stimato da tanti poeti coevi (Montale, Ungaretti) e che la sua poesia – scritta, trascritta con inconfondibile grafia in tanti quaderni neri – era degna di attenzione e della massima comprensione. Il video realizzato da Rosario Cananzi ha consentito al pubblico presente di entrare in punta di piedi nella austera e semplice abitazione del poeta, di vedere la sua scrivania e i muri scrostati o segnati dai cerini coi quali accendeva le sigarette, la macchinetta per il caffè e il letto. Qui Lorenzo Calogero scriveva e componeva versi, unica forma di comunicazione verso un mondo indifferente; qui egli ha consumato la propria vita, priva di grandi eventi esteriori ma pure intensa e ricchissima interiormente, una vita crudelmente solitaria come spesso è avvenuto per tanti calabresi che non hanno avuto intorno a sé il sostegno morale dell’ opinione pubblica e il conforto degli uomini di cultura rinchiusi in uno sterile narcisismo incapace di slancio. Il poeta Franco Costabile e lo scrittore Zappone – per fare soltanto due esempi citati dallo studioso Santino Salerno che ha preso parte all’incontro – hanno scelto il suicidio per risolvere le contraddizioni della propria esistenza mentre sulla morte di Calogero, peraltro afflitto da numerosi mali, il dubbio non è stato ancora risolto. La sua morte, in ogni caso, creò come si diceva “Il caso Calogero” e l’interesse verso il poeta di Melicuccà produsse la pubblicazione di una prima molto ampia raccolta della sua opera poetica. Per una valutazione complessiva del ruolo e della funzione della poesia del poeta di Melicuccà resta però – e lo ha sottolineato la Prof.ssa Francesca Neri che ha partecipato all’incontro - il problema di una conoscenza completa ed esaustiva dell’opera di Calogero. L’acquisizione da parte dell’UNICAL dei testi ancora oggi manoscritti del poeta e le prossime pubblicazioni potranno consentire una più ampia conoscenza dell’artista. La stessa traduzione in lingua inglese di molta parte della poesia di Calogero ad opera del prof. Taylor – che ha dovuto superare non poche difficoltà per rendere al meglio il dettato calogeriano nella lingua di Albione – indica oggi un rinnovato interesse per il verseggiatore di Melicuccà. Dopo gli interventi dei Presidenti di Librarsi e Anassilaos Raffele Leuzzi e Stefano Iorfida, che hanno anche introdotto il video realizzato da Rosario Cananzi, è stato il Sindaco Francesco Rossi a portare i saluti del Comune di Delianuova alla manifestazione introdotta dalla responsabile poesia di Anassilaos Pina De Felice con la partecipazione dei lettori Silvana La Rocca, Giacomo Marcianò, Pino Papasergio e Daniela Scuncia che hanno declamato i versi di Calogero.
DELIANUOVA. Si è tenuto l'incontro promosso dall'Anassilaos su Lorenzo Calogero
Son dottrina e saper; che m'odia e fugge…” – Lorenzo Calogero divenne un “caso letterario” – come il Tomasi di Lampedusa cui già l’Anassilaos ha dedicato un incontro – soltanto dopo la morte. Ci si accorse allora che il medico-poeta era un poeta degno di attenzione; che “il matto” era un uomo rispettato e stimato da tanti poeti coevi (Montale, Ungaretti) e che la sua poesia – scritta, trascritta con inconfondibile grafia in tanti quaderni neri – era degna di attenzione e della massima comprensione. Il video realizzato da Rosario Cananzi ha consentito al pubblico presente di entrare in punta di piedi nella austera e semplice abitazione del poeta, di vedere la sua scrivania e i muri scrostati o segnati dai cerini coi quali accendeva le sigarette, la macchinetta per il caffè e il letto. Qui Lorenzo Calogero scriveva e componeva versi, unica forma di comunicazione verso un mondo indifferente; qui egli ha consumato la propria vita, priva di grandi eventi esteriori ma pure intensa e ricchissima interiormente, una vita crudelmente solitaria come spesso è avvenuto per tanti calabresi che non hanno avuto intorno a sé il sostegno morale dell’ opinione pubblica e il conforto degli uomini di cultura rinchiusi in uno sterile narcisismo incapace di slancio. Il poeta Franco Costabile e lo scrittore Zappone – per fare soltanto due esempi citati dallo studioso Santino Salerno che ha preso parte all’incontro – hanno scelto il suicidio per risolvere le contraddizioni della propria esistenza mentre sulla morte di Calogero, peraltro afflitto da numerosi mali, il dubbio non è stato ancora risolto. La sua morte, in ogni caso, creò come si diceva “Il caso Calogero” e l’interesse verso il poeta di Melicuccà produsse la pubblicazione di una prima molto ampia raccolta della sua opera poetica. Per una valutazione complessiva del ruolo e della funzione della poesia del poeta di Melicuccà resta però – e lo ha sottolineato la Prof.ssa Francesca Neri che ha partecipato all’incontro - il problema di una conoscenza completa ed esaustiva dell’opera di Calogero. L’acquisizione da parte dell’UNICAL dei testi ancora oggi manoscritti del poeta e le prossime pubblicazioni potranno consentire una più ampia conoscenza dell’artista. La stessa traduzione in lingua inglese di molta parte della poesia di Calogero ad opera del prof. Taylor – che ha dovuto superare non poche difficoltà per rendere al meglio il dettato calogeriano nella lingua di Albione – indica oggi un rinnovato interesse per il verseggiatore di Melicuccà. Dopo gli interventi dei Presidenti di Librarsi e Anassilaos Raffele Leuzzi e Stefano Iorfida, che hanno anche introdotto il video realizzato da Rosario Cananzi, è stato il Sindaco Francesco Rossi a portare i saluti del Comune di Delianuova alla manifestazione introdotta dalla responsabile poesia di Anassilaos Pina De Felice con la partecipazione dei lettori Silvana La Rocca, Giacomo Marcianò, Pino Papasergio e Daniela Scuncia che hanno declamato i versi di Calogero.