Il Sindaco di Rosarno, Elisabetta Tripodi, contattata telefonicamente dopo la nota stampa del Coordinamento nazionale Antimafia Riferimenti guidato dal presidente Adriana Musella, non ci sta e replica: “Rimango sconcertata delle dichiarazioni della dott.ssa Musella, la quale nel proprio comunicato ha estrapolato alcune parti della lettera senza mettere in risalto i motivi per cui quella lettera è stata spedita. Innanzi tutto ha omesso di precisare che la missiva inviata da Rocco Pesce è successiva allo sgombero della casa della madre del Pesce, ed è successiva altresì ai miei attestati di stima nei confronti delle forze dell’ordine in merito alla cattura del latitante Pesce Francesco avvenuta nell’agosto 2011”. Il sindaco Tripodi ci tiene poi a precisare come “siamo per l’antimafia dei fatti e non gridata” per poi chiarire definitivamente sulla mancata costituzione di parte civile nel processo a carico di Rocco Pesce, poi assolto con formula piena, in merito alla famosa missiva “non ci siamo costituiti perché non si trattava di reati di mafia, a differenza di tutti i maxi processi, nove in due anni, dove il comune di Rosarno si è costituito contro centinaia di imputati, per ultimo il processo che fa seguito alle operazioni Blue Call e Tramonto contro la Cosca Bellocco. Questa è l’antimafia dei fatti”.
Il primo cittadino di Rosarno affonda, infine, una stoccata nei confronti del presidente del coordinamento antimafia Riferimenti “sarei curiosa di sapere come mai la dott.ssa Musella, che da quanto apprendo ha sempre nutrito dubbi sul mio operato, nel corso di questi anni mi ha spesso invitato alle sue manifestazioni e ai suoi convegni, senza mai chiedermi delle delucidazioni in merito alle sue perplessità”.
ROSARNO (RC). Il sindaco Tripodi risponde alla Musella: antimafia dei fatti non a parole
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