REGGIO. M5S: non pagate le bollette dell'acqua se non quelle del reale servizio fornito

REGGIO. M5S: non pagate le bollette dell'acqua se non quelle del reale servizio fornito

Riceviamo e pubblichiamo:

Bollette salate, disservizi nell’erogazione dell’acqua, a volte salata, altre volte non erogata, soprattutto nelle ore serali e di notte, con i conseguenti disagi economi derivati dalla necessità di utilizzare nelle ore diurne gli elettrodomestici (scaldabagno, lavatrice, lavastoviglie) o dall’utilizzo di autoclave, serbatoi (spese di idraulici e utilizzo della corrente elettrica per 24 ore). Paghiamo le tasse, le bollette aumentano. “dopo riunione avuta con la portavoce e con il popolo del 9 dicembre, il meetup 162 è in piazza insieme al movimento 9 dicembre, piena solidarietà al popolo dei tartassati”, dice l'organizer Giovanni Belmonte, “anche noi non ce la facciamo più, torniamo in piazza tutti insieme ad Anonymus come lo eravamo a Genova”.

Negli ultimi 6 anni il costo dell’acqua non ha fatto che aumentare: +33% di media nazionale, a Reggio Calabria l’aumento è stato del +164,5%. Questa la denuncia di Pietro Di Pietro del Meeetup 162 Movimento 5 Stelle Reggio Calabria che evidenzia che, malgrado i cospicui finanziamenti, il riferimento è relativi solo a partire dall’anno 2000 ad oggi, senza contare quelli dal 1980, trentatré anni per realizzare il progetto “Menta”, i cittadini si ritrovano ancora a soffrire i disagi per la mancanza di acqua nonostante l’intera provincia è ad alto tasso di piovosità grazie al massiccio dell'Aspromonte. Le acque sotterranee sono l’unica risorsa idrica per le aree produttive ed urbanizzate, a seguito del loro sviluppo si è fatto un uso indiscriminato delle falde acquifere, attraverso il prelievo da migliaia di pozzi situati principalmente in aree irrigue, determinando il degrado qualitativo e quantitativo della maggior parte dei corpi idrici. Una storia lunga di disservizi che parte da lontano. Ecco perché la battaglia dell’acqua di Cinque Stelle. E non sono bastate denunce e proteste. La situazione continua degenerare.

Residui agricoli, presenza di discariche incontrollate o abusive ed intrusione salina sono i principali fattori di inquinamento delle falde acquifere. Le zone più a rischio sono l’area dello stretto, in particolare la città e la sua provincia. A questa emergenza senza fine il CIPE, negli anni che vanno dal 2002 al 2010 indicò interventi per 324,851 milioni di euro. Il primo intervento, approvato con delibera n. 21 del 21/12/2001, riguardò la realizzazione della galleria di derivazione sulla diga del torrente Menta. Nel programma erano comprese le infrastrutture strategiche previste dalla legge obiettivo n. 443 del 2001, fu stimato un importo complessivo di 51,646 milioni di euro. Dopo la realizzazione della galleria di derivazione si poneva il problema di collegare la diga con l’acquedotto di adduzione così da portare l’acqua dal Menta, in un tempo di circa tre anni, a Reggio Calabria e provincia. Con la delibera n. 49 del 29/09/2004 arrivò il primo finanziamento per un totale di 23,240 milioni di euro. Il secondo finanziamento pervenne con la delibera CIPE n. 154 del 02/12/2005, per un importo di 100,194 milioni di euro. Dette somme erano finalizzate al completamento dello schema idrico sulla diga del Menta, della Centrale Idroelettrica, per le opere a valle della Centrale e per le opere di adduzione dall’invaso del torrente Menta. I due finanziamenti sono stati assegnati alla Regione Calabria, erogati in parte nel 2006 e in parte nel 2007. Continua Di Pietro, Il sindaco di Reggio Calabria a giugno del 2003 segnalò la gravità della situazione nel territorio comunale determinata dalla penetrazione del cuneo salino nelle falde acquifere, rendendo, quindi, l’acqua non potabile, in seguito Il Consiglio dei Ministri deliberò lo stato di emergenza idrico fino al 31/12/2004, nominando il sindaco stesso commissario delegato all’emergenza. Successivamente Il sindaco ha richiesto al Ministero dell’Ambiente risorse finanziarie (legge 338/2000 e 448/2001) per un intervento immediato relativo alla desalinizzazione delle falde acquifere. Per consentire l’attuazione di tali interventi furono trasferiti con DM del 25/11/2003 risorse pari a 7,500 milioni.

Il Movimento 5S di Reggio Calabria chiede quante risorse hanno bisogno i nostri specchiati governanti per risolvere il problema “acqua”? Che fine hanno fatto tutti i soldi finanziati fino ad oggi? Basta con la politica del tutto a noi e in c…… a voi. Il Movimento 5S di Reggio Calabria invita i cittadini arrabbiati a passare alla protesta per non pagare servizi non erogati. Si paghino solo le bollette di servizi forniti, le altre tutte in Procura.

     meetup 162   Movimento 5 Stelle – Reggio Calabria