Aveva fatto irruzione nella propria abitazione simulando una rapina per uccidere
il padre a coltellate per proteggere la madre dalla percosse alla quale l'uomo
la sottoponeva. Adesso, dopo due anni e sei mesi di messa in prova, il Tribunale
dei minorenni ha emesso una sentenza di non luogo a procedere per estinzione del
reato nei confronti di un giovane e di un suo amico che lo aveva aiutato facendo
irruzione insieme a lui con una pistola giocattolo. L'omicidio fu commesso il 4
febbraio 2011 a Nicotera ed i due giovani furono subito arrestati dai
carabinieri. I legali dei due ragazzi, gli avvocati Giuseppe Di Renzo e Guido
Contestabile, chiesero ed ottennero dal Tribunale dei minori di Catanzaro la
messa in prova per entrambi gli imputati che stabilisce la sospensione del
procedimento penale in corso, con la relativa estinzione della pena e la
conseguente remissione in liberta' per entrambi i giovani nel caso di esito
positivo al termine del percorso riabilitativo di tre anni anche se in questo
caso il termine era stato abbassato a due anni e sei mesi. Gli operatori
minorili, al termine del periodo, hanno espresso un giudizio positivo del
periodo di osservazione nel corso del quale i due hanno radicalmente modificato
le proprie abitudini di vita mediante l'inserimento in un contesto sociale
differente rispetto a quello d'origine. E cosi', il Tribunale ha preso atto dei
progressi raggiunti che attestavano sensibili miglioramenti del rendimento
scolastico, un costante svolgimento di attivita' lavorativa e l'assidua
partecipazione ad iniziative di pubblica utilita', decidendo, dunque, per la
fine della messa in prova che e' stata comunicata ai ragazzi, che in questi due
anni e mezzo sono stati in comunita' di recupero del Potentino e del
Catanzarese.
il padre a coltellate per proteggere la madre dalla percosse alla quale l'uomo
la sottoponeva. Adesso, dopo due anni e sei mesi di messa in prova, il Tribunale
dei minorenni ha emesso una sentenza di non luogo a procedere per estinzione del
reato nei confronti di un giovane e di un suo amico che lo aveva aiutato facendo
irruzione insieme a lui con una pistola giocattolo. L'omicidio fu commesso il 4
febbraio 2011 a Nicotera ed i due giovani furono subito arrestati dai
carabinieri. I legali dei due ragazzi, gli avvocati Giuseppe Di Renzo e Guido
Contestabile, chiesero ed ottennero dal Tribunale dei minori di Catanzaro la
messa in prova per entrambi gli imputati che stabilisce la sospensione del
procedimento penale in corso, con la relativa estinzione della pena e la
conseguente remissione in liberta' per entrambi i giovani nel caso di esito
positivo al termine del percorso riabilitativo di tre anni anche se in questo
caso il termine era stato abbassato a due anni e sei mesi. Gli operatori
minorili, al termine del periodo, hanno espresso un giudizio positivo del
periodo di osservazione nel corso del quale i due hanno radicalmente modificato
le proprie abitudini di vita mediante l'inserimento in un contesto sociale
differente rispetto a quello d'origine. E cosi', il Tribunale ha preso atto dei
progressi raggiunti che attestavano sensibili miglioramenti del rendimento
scolastico, un costante svolgimento di attivita' lavorativa e l'assidua
partecipazione ad iniziative di pubblica utilita', decidendo, dunque, per la
fine della messa in prova che e' stata comunicata ai ragazzi, che in questi due
anni e mezzo sono stati in comunita' di recupero del Potentino e del
Catanzarese.