Un prete calabrese molto noto ai media, don Giorgio Costantino, storico portavoce di lingua italiana del Sinodo dei vescovi, e' stato testimone invece di un episodio di preveggenza. Nell'estate del '78, quella dei due conclavi, il card. Wojtyla tenne alcune conferenze in Italia. E spostandosi, in giugno, incontro' all'aeroporto di Milano il sacerdote di Reggio Calabria, in viaggio per recarsi all'Istituto dei Tumori dove suo fratello era morente per un tumore al cervello.
Don Giorgio si era offerto di aiutarlo con le valigie e Wojtyla gli chiese perche' fosse triste. Saputo del fratello gli assicuro' che il giovane sarebbe guarito. Cio' avvenne. Tuttavia la guarigione fu attribuita a don Gaetano Catanoso, che veniva invocato dal malato e dai familiari. E don Giorgio, che era diventato per altre vie
portavoce del Sinodo, fu autorizzato dallo stesso Papa polacco a deporre nel processo di Catanoso, poi canonizzato da Benedetto XVI in piazza San Pietro nell'ottobre 2005. (fonte agi)
portavoce del Sinodo, fu autorizzato dallo stesso Papa polacco a deporre nel processo di Catanoso, poi canonizzato da Benedetto XVI in piazza San Pietro nell'ottobre 2005. (fonte agi)