Fabrizio Rondolino, giornalista ed analista politico sostiene, in una intervista ad Italia Oggi, che il caso mafia Capitale ha tolto l'attenzione dallo sciopero generale organizzato dalla Cgil di Susanna Camusso e dalla Uil previsto domani.
"I sindacati arrivano fuori tempo massimo - afferma in una intervista ad Italia Oggi -. Il Jobs Act è legge, non è più argomento di discussione". E "in questo modo mostrano quanto siano autoreferenziali e
sconnessi dalla realtà. Puntavano all'occupazione mediatica e invece 'mafia capitale' gli ha tolto il palcoscenico. Comunque la vicenda 'toglie smalto' anche a Matteo Renzi che ha ereditato un Pd sempre più parte integrante di un ramificato sistema di malaffare", "ovviamente insieme a tutti gli altri partiti tradizionali, perché la Lega, lo abbiamo visto, non ne è stata immune ed è inutile che Matteo Salvini faccia lo spiritoso in queste ore",
"ancora oggi come vent'anni fa ai tempi di Tangentopoli".
sconnessi dalla realtà. Puntavano all'occupazione mediatica e invece 'mafia capitale' gli ha tolto il palcoscenico. Comunque la vicenda 'toglie smalto' anche a Matteo Renzi che ha ereditato un Pd sempre più parte integrante di un ramificato sistema di malaffare", "ovviamente insieme a tutti gli altri partiti tradizionali, perché la Lega, lo abbiamo visto, non ne è stata immune ed è inutile che Matteo Salvini faccia lo spiritoso in queste ore",
"ancora oggi come vent'anni fa ai tempi di Tangentopoli".
E aggiunge: "Se esaminiamo l'ultimo anno e mezzo elettorale, abbiamo avuto l'implosione di centrodestra e centrosinistra, perché il morente Pdl e la Ditta erano percepiti, a torto o ragione, come finiti. Viceversa è esploso Beppe Grillo. Ecco, se non fosse accaduto niente, sarebbe ragionevolmente cresciuto quel voto di protesta. Invece è arrivato Renzi, che ha avuto il merito storico di aver salvato Pd, la sinistra italiana e il suo gruppo dirigente dalla disfatta".