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REGIONE. L’attacco delle opposizioni. E Occhiuto avverte: con noi mai più pezzi di Cdx che hanno trescato col Csx

REGIONE. L’attacco delle opposizioni. E Occhiuto avverte: con noi mai più pezzi di Cdx che hanno trescato col Csx
cdx   I gruppi di opposizione in Consiglio regionale salutano il 2016 con una conferenza stampa, moderata da Romano Pitaro. Ed ovviamente sono fioccate le critiche all’amministrazione regionale addirittura bollata come “la peggiore nella storia del regionalismo calabrese”. Da sottolineare che all’iniziativa a Reggio ha partecipato, da vero e proprio protagonista anche l’on. Roberto Occhiuto che consigliere regionale non è, ma viene dato come candidato Governatore alle prossime elezioni regionali. Con lui si sono ritrovati, per Fi, Alessandro Nicolò; Francesco Cannizzaro (CdL), e, per il gruppo misto Fausto Orsomarso, ed i consiglieri Mimmo Tallini, Nazzareno Salerno e Giuseppe Mangialavori.

Occhiuto ha parlato da leader. Durissime le critiche al governo del centrosinistra “il peggiore dagli anni ‘70” che avrebbe fallito in particolare sulla gestione della sanità, dei fondi comunitari e della formazione professionale. Ma si è soprattutto preoccupato di lanciare un segnale strategico annunciando che nella coalizione che verrà vi sarà una chiusura netta ai moderati che hanno fatto parte di maggioranze di centrosinistra o non hanno condiviso le scelte del Cdx in Consiglio regionale. Insomma, gli uomini di Alfano e di Verdini sono avvertiti: nessuna sponda per chi salta ad ogni occasione sul carro del vincitore. «Il centrodestra – ha sostenuto il parlamentare approdato in Forza Italia dopo essersi candidato alla Camera con l’Udc di Cesa - è impegnato a costruire un’alternativa di governo per un futuro migliore della Calabria. Io partecipo a questo progetto come fanno tutti gli altri. Ritengo sia ancora troppo presto per stabilire chi guiderà il centrodestra alle prossime elezioni». Un’impostazione che in realtà propone la sua leadership. E ancora: «Le elezioni si vinceranno se saremo capaci di essere differenti rispetto alla sinistra che sta governando male i nostri territori. I moderati che non hanno creduto nelle prospettive del centrodestra calabrese rimangano con il centrosinistra anche per il futuro». Insomma, i Gentile e i pezzi verdiniani (Galati, Morrone e Mancini) rimasti adesso fuori dal governo Gentiloni non potranno ritornare nel centrodestra che Occhiuto si propone di dirigere. Per Occhiuto lo schema vincente è quello che ha portato alla vittoria del fratello a Cosenza. «Lo abbiamo già sperimentato con Orsomarso alle ultime comunali – ha detto – con uno schema alternativo, ma con tante idee innovative abbiamo vinto e siamo riusciti ad intercettare anche il voto di protesta grillino che pure in Calabria non ha ancora attecchito, ma che non deve essere sottovalutato».

Duro anche il capogruppo di Forza Italia, Nicolò: «il Consiglio regionale è ridotto al ruolo di “passacarte” e con il solo compito di ratificare gli atti della Giunta. E' saltata la centralità dell’Aula». Fausto Orsomarso ha definito quello del presidente Oliverio «uno dei più anonimi governi del regionalismo calabrese, in un tempo di democrazia malata». Anche Francesco Cannizzaro ha parlato di un «Consiglio delegittimato, aggravato dal distacco esistente tra i due presidenti, della Giunta e del Consiglio e di un’azione di Governo che con il Bilancio ha dimostrato la sua inadeguatezza: ingessato, privo di percorsi virtuosi».

Tra gli errori iniziali di Oliverio, per Tallini, l’ostinazione sulla modifica dello Statuto per comporre una Giunta totalmente tecnica «con docenti sicuramente di valore sul piano accademico, ma inadeguati nei ruoli di gestione ed incapaci di individuare i problemi e dare un minimo di risposte». Sulla stessa linea Nazzareno Salerno: «Una legislatura finita un anno fa quando Oliverio ha abdicato alla politica, mettendo da parte, anzi mortificando, consiglieri regionali anche giovani ed alla prima esperienza».

In attesa dell’entrata di Wanda Ferro in Consiglio, insomma, i gruppi del centrodestra provano a dare segnali di compattezza per provare a riguadagnare gli spazi perduti dopo le dimissioni di Giuseppe Scopelliti. Dimissioni che segnarono la fine anticipata della precedente legislatura e posero fine a una stagione politica, lasciando il centrodestra senza leader e con le truppe in fuga.