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Anas e ritardi, Calabria spezzata

Anas e ritardi, Calabria spezzata
cann Bisogna aspettare una nota di una giovane segretaria di un circolo del Pd del cosentino, Rosita Dinapoli, per richiamare l'Anas alle due pesantissime responsabilità in questa dura estate calabrese tra incendi immigrati bombe d'acqua e altro ancora, tra cui l'emergenza viabilità di cui l'Anas porta le principali responsabilità.

Il caso più eclatante è quello che porterà un danno incalcolabile alla Sila: la chiusura del viadotto Cannavino. Scrive la brava Rosita, che è la segretaria del Pd di Rovito: “E’ inconcepibile che un ente importante come l’Anas, chiamato ad affrontare e risolvere definitivamente le problematiche strutturali che riguardano il viadotto Cannavino di Celico, dopo mesi di incontri e riunioni, si muova ancora senza avere un’idea precisa di ciò che deve essere fatto e dei tempi necessari per realizzarlo.Basta ricostruire i vari passaggi per capire con quanta superficialità è stata affrontata questa vicenda".

 È bene sottolineare come non ci sia nessuno che contesta i lavori ma solo grazie alle sollecitazioni del Responsabile della Protezione Civile regionale, Carlo Tansi, all’intervento di “Striscia la Notizia” e del Prefetto di Cosenza, dopo i reiterati appelli di cittadini, partiti e associazioni, il 21 giugno scorso sono stati finalmente avviati i lavori straordinari di manutenzione del viadotto, da cui è emerso che alcuni cavi di precompressione sono posti in posizione più superficiale e, soprattutto, che gli stessi sono ossidati. 

  La domanda è semplice: perché nei mesi precedenti tutto ciò non era emerso, attraverso il lungo piano di monitoraggio predisposto dall’Anas? E con quali criteri sono stati individuati i percorsi alternativi? Possibile mai che nessuno abbia intuito che essi avrebbero causato forti disagi alle popolazioni interessate ed intasamenti e ingorghi nelle zone attraversate e che, soprattutto, avrebbero  determinato un enorme danno economico alle tante attività economiche e produttive della Sila e della Presila?

E ancora: perché - si chiede la combattiva segretaria pd - Anas in un primo tempo ha scartato decisamente la possibilità di ripristinare la vecchia SS.107 che collega Pianette di Rovito con Celico ritenendola estremamente pericolosa a causa dell’incuria e dell’abbandono in cui è stata lasciata a lungo per mancanza di risorse ed ora, improvvisamente, fa marcia indietro dichiarandosi disponibile a sostenere gli oneri necessari  per effettuare i lavori di sfalcio erba, pulizia delle scarpate e pavimentazione dei tratti ammalorati della ex statale 107 ed impegnandosi a realizzare i futuri lavori di messa in sicurezza di questo tratto di strada che potrebbe costituire un percorso alternativo in occasione di ulteriori interventi che saranno programmati ed effettuati sul Cannavino. Forse l’Anas si è tardivamente resa conto che gli interventi di manutenzione straordinaria da effettuare sul viadotto Cannavino debbano essere molto più radicali di quanto si era immaginato in un primo momento e richiedano tempi molto più lunghi rispetto a quelli previsti.   Sarebbe il caso che l’Anas abbia acceleri i tempi dell’intervento, impegnando un maggior numero di personale e predisponendo sul viadotto Cannavino lavori H24 per togliere nel più breve tempo possibile l’intero comprensorio silano e presilano dall’isolamento e si assuma la totalità dell’onere finanziario necessario per effettuare i lavori di messa in sicurezza della vecchia SS.107.

Poi Anas risponda anche su quanto accade sulla nuova 106 nel catanzarese, sull'assurda segnaletica etc etc . Il tempo della pazienza è scaduto.