Lei, Silvana Rodrigues De Matos, una donna brasiliana di 33 anni madre di due figli, non ci stava. Sergio Carrozzino, 44 anni, che aveva già ammazzato il fratello del cognato della donna, c’avrebbe provato più volte inutilmente. La sera del 12 dicembre scorso Cozzolino, in libertà per aver scontato la pena del primo omicidio ma con l’obbligo di dimora, ha intercettato la brasiliana nel parcheggio del supermercato dove Silvana De Matos aveva appena finito di far la spesa. L'ha ripreso la videocamera accanto al finestrino dell'auto della donna. Deve averci provato per l’ennesima volta ottenendo l’ennesimo rifiuto. Secondo l’accusa, che ha portato all’arresto dell’uomo per omicidio volontario aggravato e occultamento di cadavere, Cozzolino non ha sopportato il diniego e l’ha uccisa. Poi avrebbe caricato il corpo di Silvana nell'auto auto che venne poi trovata interamente bruciata alla periferia di Belvedere Marittima. Dei resti della donna furono rinvenuti solo frammenti, particolare straziante che ha impedito di accertare le modalità dell’omicidio.I carabinieri di Scalea e la Procura di Paola sostengono, alla stato delle indagini, che non vi sia alcun rapporto tra l’omicidio per il quale Cozzolino ha finito di scontare 15 anni e l’uccisione della donna che sarebbe stato scatenato dal suo rifiuto degli approcci dell’uomo.
Silvana Rodrigues De Matos, quindi, è stata vittima di un femminicidio, come le donne di tutto il mondo ormai definiscono la morte delle donne quando viene scatenata dalla loro appartenenza al genere femminile. Se una donna viene uccisa nel corso di una rapina, di una lite o circostanze simili, è omicidio. Se viene uccisa in diretta dipendenza dal fatto che è donna è un femminicidio. Il femminicidio non è ancora previsto come aggravante dell’omicidio ma prima o poi bisognerà necessariamente arrivarci.