Cara sede di via Broletto 12, quante volte ti hanno detto che avresti aperto i battenti? A quanti tagli di nastri in pompa magna hai assistito con politici calabresi in prima fila a gongolare e indicare miraggi di ripresa e magnifiche sorti progressive? Invece ancora oggi la tua saracinesca è abbassata, l'iscrizione "Calabria, pensiero meridiano" è sbiadita, mostra i segni del tempo e dell'incuria: è rimasta in sovrimpressione. Il rimando al sociologo Franco Cassano voleva essere un intento nobile, invece sei una cattedrale in quel deserto di nulla che è la politica, non soltanto calabrese. Oggi, più della Salerno-Reggio Calabria, ultimata (eufemismo) con viadotti e tratti sequestrati, più dell'incompiuto calabro con i rustici in calcestruzzo e i ferri arrugginiti che si elevano (segno di edilizia spontanea) al cielo, rappresenti l'emblema della vacuità e dell'immobilismo ciarliero della politica dell'annunciazione palingenetica sine die, in cui chi amministra dal Pollino allo Stretto è specialista. Le promesse se le porta via il vento. Il canone di locazione no.
Nei mesi scorsi, perfino Striscia la Notizia ti ha sbeffeggiato per un affitto salato corrisposto non si capisce bene il perché. Un anno fa, in piena sbornia Expo 2015, si vocifera di bandi ad hoc, di associazioni operanti sul territorio per promuovere il turismo e fare diventare il sito una porta d'accesso verso la terra dei Bruzi con dépliant patinati e campagne promozionali meno dozzinali possibilmente rispetto a quelle di Ryanair.
Ma se anche oggi funzionassi, chi spenderebbe 489,68 euro per un volo di andata Milano Linate/Reggio Calabria per poi trovarsi, nell'estate dell'Anno del Signore 2016, catapultato in un posto privo di servizi, dove regna il caos? Per atterrare in uno scalo, dove la società di gestione è commissariata dopo gravi perdite e l'unico player di trasporto aereo operante fa pagare tariffe viaggio intercontinentale? Ecco, cara sede, meglio se rimani chiusa e dormi sogni d'oro.