L'assessore Sgarbi vuole i Bronzi. Fosse sindaco chiederebbe lo Stretto

L'assessore Sgarbi vuole i Bronzi. Fosse sindaco chiederebbe lo Stretto
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Certamente è stata una provocazione. Ed è sicuro che Vittorio Sgarbi ami fare l’antipatico e rendersi odioso. Ma l’uscita sui Bronzi di Riace, magari arrivata anche sull’onda dell’entusiasmo determinato dalla roboante vittoria di Mario Occhiuto, è tra quelle così incomprensibili da lasciare basito anche il più strenuo ammiratore del critico d’arte.

Intanto perché, e sempre che tutto vada bene, Sgarbi farà l’assessore alla Cultura all’interno dell’amministrazione comunale di Mario Occhiuto. Non sta mica diventando ministro, né tantomeno imperatore. A che titolo potrebbe “portarli a Cosenza come primo atto del suo assessorato” è davvero tutto da capire. Come se un amministratore di condominio appena insediato promettesse agli inquilini della scala b di abbellire gli ingressi con la Gioconda o con il David.

L’idea, seppure non nuova, è poi del tutto impraticabile. Ogni tipo di autorità scientifica ha stabilito che i Guerrieri di Riace non sono trasportabili. Sono troppo fragili. Basta ricordare che non sono andati all’Expo e che non hanno abbandonato Reggio neanche al momento dell’ultimo restauro, quando furono “ricoverati” a palazzo Campanella. E poi il rischio, inaccettabile e sconsigliato da tutti i Comitati scientifici, qualcuno lo prenderebbe davvero per portarli da Reggio a Cosenza? A quel punto che vadano a New York, a Parigi o a Londra. Diventino anche loro cittadini del mondo e possano essere ammirati dal numero più alto di visitatori.

E’ poi del tutto impossibile che Sgarbi non sappia che sono stati spesi 35 milioni di euro per restaurare il Museo di Reggio Calabria che finalmente ha riaperto i battenti. I Bronzi sono stati collocati al termine di un nuovo percorso espositivo ed in una sala antisismica e in un ambiente perfetto per la loro conservazione. Tanto che gli stessi visitatori devono sottoporsi ad un “filtraggio” che elimini germi potenzialmente dannosi prima di accedere alla sala in cui sono custoditi. Se a ciò si aggiunge che l’inaugurazione del Museo è avvenuta appena un mese fa, si capisce che anche il momento storico per la provocazione è del tutto sbagliato.

Infine può appena ricordarsi cosa è accaduto quando il capoluogo da Reggio è andato a Catanzaro, per capire cosa potrebbe succedere se i Bronzi dovessero prendere la via di Cosenza. E se pure i reggini di oggi sembrano ancora più rassegnati di qualche decennio fa, c’è da pensare che l’azione rientrerebbe tra quelle che farebbero scoppiare una nuova sollevazione, per usare un termine diverso da rivolta e avere rispetto per la storia.

Insomma, Sgarbi su facebook l’ha sparata così grossa da non riuscire a far arrabbiare nessuno davvero. E neppure a strappare una risata. Tanto che anche tra i commenti al suo post non c’è stata neanche una corsa all’insulto. Anche i post più indignati, al massimo, avevano il tenore degli sfottò affettuosi che i nipoti riservano al vecchio nonno arteriosclerotico.