Oliverio, sicuramente, non ha il tempo per guardare le delibere dell’Asp di Reggio. Pacenza e Fatarella invece il tempo dovrebbero averlo ma forse non hanno voglia di farlo, anche perché sarebbero costretti a prendere atto della drammatica e probabilmente irrecuperabile situazione che lì esiste. A Reggio sull’Albo pretorio vengono continuamente pubblicate le delibere dei Commissari ad acta insediati dalla prefettura su disposizione del Tar (Tribunale Amministrativo Regionale). I Commissari hanno l’obbligo di liquidare i crediti di fronte all’inerzia degli uffici competenti dell’Asp.
Questa inerzia costa, spesso più del debito che, per le casse dell’Asp si moltiplica.
Esempio: il 7 giugno scorso l’ennesima delibera del Commissario ad acta liquida ad un creditore la somma di euro 167.982,86. Questo l’ammontare del credito riconosciuto. Non avendo pagato per tempo bisogna aggiungere alla cifra iniziale 17.000,0 euro di spese legali. Inoltre, bisogna pagare gli interessi che, nel caso della delibera di cui parliamo, ammontano a 205.600,00 euro. Non avete capito o letto male: duecentocinquantaseimila euro d’interessi. Il totale (a cui bisognerà aggiungere in separata sede anche la parcella del Commissario) è di 390.582,86. Conclusione: l’Asp sborsa 222,600 euro in più; e si tratta di un solo delle decine e decine di creditori.
Questa è la situazione a Reggio. Non servono argomenti, basta andare a leggere l’Albo pretorio. La struttura che gestisce l’Asp reggina (ci fermiamo a questa) è una macina a tempo pieno di ritardi, contenziosi e interessi. I soldi (i nostri soldi) in gran parte finiscono alle banche a cui gli imprenditori, non pagati (cioè tutti tranne pochissimi privilegiati), si rivolgono per avere danaro fresco, in cambio di interessi salati, mentre aspettano le calende greche.
In questo quadro, al Dipartimento della salute fanno salotto e farneticano di ipotesi per uscire dal piano di rientrano a dispetto di una gestione che dovrebbero ma non riescono a controllare. Perché il punto è proprio questo: è il Dipartimento, e quindi la giunta, che sceglie e nomina Direttori generali e Commissari delle Asp che non riescono neanche a rallentare il dissanguamento.
Per esempio, al momento il dottor Brancati è stato scelto come Commissario dell’Asp. Ad onor del vero è stato nominato da poco in rappresentanza del Dipartimento e non gli si può addossare alcuna responsabilità. Ma non sappiamo se ha capito bene la situazione. Forse sarebbe necessario che Oliverio o chi per lui lo convochi per spiegargli il quadro e impartirgli direttive vincolanti, senza il cui successo farlo tornare rapidamente a casa.
Se non si fa così ogni settimana pioveranno nuove delibere sostitutive degli organi di governo che in maniera impietosa continueranno a ricordarci che la macchina amministrativa che abbiamo costruito nei decenni che abbiamo alle spalle alimenta pigrizie e furbizie che provocano un debito colossale. E diventerà impossibile per Oliverio continuare a lamentarsi di Scura perché sarà la sua gestione, non quella di Scura, a spingere verso il fallimento.