Si chiama Reghion, nome antico della Città dello Stretto, l’operazione che i carabinieri hanno fatto scattare questa mattina nelle province di Reggio, Roma, Milano, Brescia e Crotone. Obiettivo, eseguire 10 fermi emessi dalla Dda e svolgere numerose perquisizioni. Tra gli indagati dirigenti e funzionari pubblici del Comune – è già trapelato il nome del potentissimo Marcello Cammera per lunghi anni responsabili del settore lavori pubblici e ora spostato dall’amministrazione Falcomatà in altro settore, e i fratelli Barbieri, imprenditori. I reati che vengono contestati alle persone fermate vanno dal concorso esterno in associazione mafiosa, alla turbata libertà degli incanti, truffa, corruzione, induzione indebita a dare o promettere utilità, intestazione fittizia di beni e estorsione aggravata dal metodo mafioso.L’ipotesi dell’indagine è che a Reggio operasse un "comitato d'affari" composto da dirigenti e funzionari pubblici del Comune e imprenditori, che tutti insieme gestivano la "macchina amministrativa comunale" nell'interesse delle cosche della ‘ndrangheta. Il gruppo amministrativo-imprenditoriale-mafioso (non si sa ancora se ci sono responsabilità politiche) aggirava le leggi antimafia riuscendo a far concedere appalti multimilionari a imprenditori ‘ndranghetisti.
Nell'ambito della stessa operazione sono stati sequestrati beni per un valore di circa 42,5 milioni di euro. In particolare sono state sequestrate 15 società, con relativo patrimonio aziendale o quote societarie, e due esercizi pubblici riconducibili ad alcuni degli indagati.
L’operazione sarebbe connessa in qualche modo alla precedente “Fata Morgana” scattata nelle scorse settimane col coinvolgimento di personaggi importanti della città e l’arresto, tra gli altri, dell’avvocato Paolo Romeo, già parlamentare e già condannato in passato con sentenza definitiva per reati di mafia.
Insomma, ha avuto buon gioco nel suo rapido realizzarsi la previsione del Procuratore Nicola Gratteri che nei giorni scorsi, proprio a Reggio, ha riproposto l'analisi dei guasti arrecati alla Calabria dai vertici delle amministrazioni pubbliche a suo dire più pericolosi della 'ndrangheta.
TUTTI GLI INDAGATI
I fermati dell'operazione Reghion sono:
Domenico Kappler, già senatore di An;
gli imprenditori reggini Domenico e Vincenzo Barbieri, di 52 e 54 anni;
Antonio Franco Cammera (56), di Reggio; Marcello Francesco Antonio Cammera (60), di Reggio, dirigente settore Cultura-Turismo-Istruzione e Sport del Comune di Reggio, all'epoca delle indagini dirigente del settore Servizi Tecnici; Bruno Fortugno (62), funzionario del settore Servizi tecnici e alta professionalita' per il Servizio idrico integrato del Comune di Reggio;
Sergio Lucianetti (70), di Roma; Luigi Patimo (44), di Milano; Alberto Scambia (66), di Roma; Mario Scambia (76), di Reggio.
Nel corso dell'operazione sono state sottoposte a sequestro preventivo anche alcune società: Alluminio conduttori srl con sede a Brescia ed unita' locali a Reggio e San Ferdinando; Astem Srl con sede a Roma ed unita' locali a San Ferdinando; Aster Consult srl con sede a San Ferdinando; Essevu Srl, con sede a Colonna (Roma); Gear Srl con sede a Reggio; Global business service srl, con sede a Roma; Idrorhegion Scarl con sede a Roma ed unita' locali a Reggio; Idrorhegion servizi srl unipersonale con sede a Reggio; Idrosur Srl con sede a Roma; ProgIn Srl, con sede a Roma; Rhegion-agua Scarl con sede a Milano; Sop di Barbieri Domenico & C Sas con sede a San Ferdinando; Smeco Lazio Srl a socio unico, con sede a Roma; Tecalco Srl con sede a San Ferdinando ed unita' locali a Brescia.