L’inchiesta “Mammasantissima”, in molti punti, appare come una rivisitazione della Storia di Reggio e della Calabria ad opera di brigadieri e marescialli piuttosto che di ricercatori e di studiosi. Ovviamente, i risultati sono piuttosto dubbi. So che le mie perplessità saranno seppellite dall’adesione di massa al pensiero unico dominante rispetto al quale sono notoriamente eretico. In questo momento sono soprattutto preoccupato del destino della democrazia e delle libertà individuali in un tempo ed in una Terra in cui si spaccia per oro colato- soprattutto da parte dei media- tesi che sono tutte da dimostrare.
Dio solo sa quanto in Calabria i poteri occulti siano potenti e pervasivi!
E’ la naturale degenerazione di una politica espropriata al popolo e sequestrata in poche mani. Un processo degenerativo del capitalismo in atto in tutto il mondo ma che, in Calabria, assume caratteristiche gravi mescolandosi con la ndrangheta e con la logge massoniche “infiltrate”.
E’ certo che in Calabria le associazioni segrete abbiano condizionato pesantemente non solo la dialettica politica ma anche l’attività di una parte consistente dei corpi separati dello Stato con cui hanno vissuto- e vivono- in condizione di simbiosi. Ed è strano che la verità su quest’ ultimo aspetto della vicenda tenda sempre a restare sommersa.
Sarò più esplicito, Italo Falcomatà (morto nel 2001) è stato un sindaco molto amato dai suoi concittadini e definito dai giornali nazionali “il sindaco del riscatto”! Se non ho capito male, secondo l’inchiesta, Egli avrebbe avuto l’appoggio delle cosche! Un sospetto che lede il prestigio e l’onore di una persona che non può difendersi (e che in questo clima cupo e vigliacco non troverà difensori). Bisognerebbe interrogarsi, invece, circa i reati che Falcomatà avrebbe commesso nel corso del suo impegno come amministratore di Reggio. Se questi non ci sono - e non mi pare ci siano- è grave che qualcuno li adombri! Se, invece, reati ci fossero stati qualcuno dovrebbe rispondere sul perché intercettazioni, rivelazioni, confessioni siano rimaste chiuse in un cassetto per oltre quindici anni.
Non è la sola perplessità.
Ci sono passaggi dell’inchiesta che ci appaiono ancora più dubbi. Nel 2002 , l’allora assessore ai LL.PP del Comune di Reggio, sarebbe stato costretto a dimettersi utilizzando il tritolo! E’ lecito domandarsi come mai queste rivelazioni a sfondo criminale vengono pubblicate a quattordici anni di distanza? Perché reati gravi non sono stati perseguiti per così lungo tempo? Inoltre, molti “attentati” al plastico o al tritolo nei confronti di alcuni personaggi politici sarebbero stati finti! Le bombe inesplose avrebbero avuto lo scopo di creare falsi eroi antimafia (e Dio solo sa quanti ce ne sono in circolazione e non solo tra i “politici”) e, nel contempo, di ricordare a tutti il ruolo dei “protettori” che si muovono nell’ombra.
Quanto tempo è passato da questi finte intimidazioni? La storia politica di Reggio e della Calabria non sarebbe stata la stessa se le popolazioni fossero state messe in condizioni di conoscere la verità! A chi ascrivere un così lungo e sospetto silenzio ?
C’è qualcuno che resta sempre nell’ombra e che trama contro la democrazia e minaccia la libertà. Così mentre volano “stracci” di poco valore in una specie di ultima sfida all’Ok Corral, si sta traghettando il potere verso nuovi equilibri. Le ultime elezioni regionali o quelle del consiglio della città metropolitana sono la prova evidente che nulla è sostanzialmente cambiato!
“Mammasantissima” è, in ordine di tempo, l’ultima inchiesta definita “storica” prima che la Storia ne abbia verificato gli effetti. Negli anni molti ex sindaci di Reggio e della sua provincia sono stati messi in catene e, successivamente, assolti. Di volta in volta si trova un “demone” per non fare i conti con la realtà! Così, svanito il clamore mediatico tutto ritorna come prima! I birilli collocati ai piani bassi vengono travolti e “sacrificati” ma i grandi veri “burattinai” rispuntano più forti che mai!
Concludiamo: Nel 1964 un generale dei carabinieri, Francesco De Lorenzo, ha messo a punto un colpo d Stato, il cosiddetto “piano Solo”. Non è scattato! Ma in quella occasione si scoprì che, negli uffici dei servizi segreti, esisteva una sezione che accumulava informazioni riservate su tutti: parlamentari, dirigenti politici, ministri, magistrati, funzionari, industriali, banchieri, giornalisti ed, a volte, comuni cittadini. Tutto finiva nella pancia del Sifar e lì era segretamente custodito. In caso di bisogno e come per incanto qualche carta veniva fuori al momento opportuno.
Per esempio le compagnie petrolifere americane volevano fermare Felice Ippolito, persona perbene, presidente del CNEL e scienziato di chiara fama che si occupava di energia nucleare e… voilà lo “scandalo” era già bello e pronto e con relativo mandato di cattura. Tutto finiva in una bolla di sapone ma il danno era fatto e lo scopo dei congiurati raggiunto! Felice Ippolito, innocente, finiva in carcere tra infamanti articoli di giornali e servizi televisivi, mentre le folle osannanti intonavano il “crucifiggi”!
Non è azzardato ipotizzare che anche oggi, all’insaputa degli inquirenti, coperto dalle tenebre, ci sia qualcuno che faccia esplodere “bombe di carta” con la stessa facilità e con gli stessi fini con cui negli anni scorsi si collocava le “false” bombe al tritolo.
La vittima è sempre la stessa ed identiche le finalità: fottere noi, “popolo babbeo”, in eterna attesa di un “liberatore”. Ferire a morte la Costituzione.