Carissimo direttore, scusami se mi sfogo sempre con te, ma la notizia che apprendo oggi è troppo grossa perché io possa tenermela chiusa dentro.Riporto da “teleclubItalia.it”, testualmente.
Il titolo è: Calabria, mare a rischio tifo e salmonella. Ecco i lidi nella black list.
Seguono foto e poi: “Reggio Calabria. Anche i lidi del litorale calabrese vengono continuamente tenuti sotto osservazione dai tecnici dell’Arpa. Secondo i dati rilasciati dall’agenzia regionale per l’ambiente la balneabilità delle coste calabre è buona, se non addirittura ottima… eppure ci sono dei punti dove i livelli di escherichia coli ed enterococchi intestinali sono allarmanti.
L’escherichia coli è considerata dall’organizzazione mondiale della sanità uno dei principali indicatori di contaminazione fecale ed è all’origine di malattie infettive come tifo, salmonella ed epatite.
Si passa poi a un dettaglio delle spiagge nelle varie province e per quanto riguarda Reggio si dice di evitare assolutamente la zona di Catona, dinanzi al bar Reitano. A questo punto sarebbe interessante conoscere il metodo utilizzato per delimitare le acque inquinate e distinguerle da quelle sane e balneabili. Ma sicuramente esiste un metodo scientifico e scientificamente provato per stabilire che cambiando il nome del lido cambi corrispondentemente lo stato di inquinamento.
Tu ed io ci interessiamo prevalentemente a Catona e sapere che queste spiagge sono da “evitare assolutamente” è una pugnalata al cuore. Personalmente riporto un danno “affettivo” notevole perché, dopo queste notizie i figli non verranno e i nipotini saranno tenuti lontani dalla nostra bella Catona. Come potremmo chieder loro di venire? Come potremmo invitare i nostri amici a trascorrere un periodo di ferie in un paese che ha il mare inquinato? E’ veramente molto triste!
In passato avevo sentito parlare di depuratori. Sai per caso se funzionano? Se non funziona la depurazione dai liquami perché accorgersene appena prima delle ferie e sospendere delle attività che si ripromettevano proficue per tante persone che vi trovano occupazione?
Certo, se il mare è inquinato non si può non rilevarlo e non vietare la balneazione, ma meraviglia il fatto che, prima di autorizzare l’apertura di uno stabilimento balneare non si provveda ad accertare la fruibilità del mare, l’eventuale presenza di scarichi fognari, in sintesi, l’assenza di gravi pericoli per la salute dei bagnanti, grandi e piccoli; perché non si provveda a sanare situazioni di degrado che trasformano questo splendido tratto di spiaggia in un luogo da evitare?
Cordialmente, tuo, Lillo Spinelli
*Medico. Primario emerito dell’Istituto nazionale tumori di Milano.