Il senatore Antonio Caridi rimane in carcere. È questa la decisione presa oggi dal tribunale del Riesame, che ha rigettato la richiesta avanzata dai legali Carlo Morace e Valerio Spigarelli dopo l’autorizzazione all’arresto votata in Senato il 5 agosto scorso, in seguito alla quale il politico reggino in quota Gal, coinvolto nell’operazione “Mammasantissima”, era finito dietro le sbarre. «Siamo rammaricati – ha commentato Spigarelli -, faremo ricorso per Cassazione non appena leggeremo le motivazioni». Motivazioni che dovrebbero essere depositate nel giro di 45 giorni, come conferma il legale di Alberto Sarra, ex sottosegretario della Regione Calabria. Anche per lui, così come per gli altri indagati appartenenti alla presunta cupola di invisibili in affari con la ‘ndrangheta, ovvero Giorgio De Stefano e Paolo Romeo, il Riesame ha confermato il carcere. Solo nel caso di Sarra, però, il capo d’accusa è stato riqualificato, escludendo il comma due, ovvero il ruolo di promotore dell’organizzazione criminale.
Nei giorni scorsi Sarra era stato ascoltato a lungo nel carcere di Reggio Calabria dal pm Giuseppe Lombardo, al quale, secondo quando riportato da Gazzetta del Sud, aveva confermato l’esistenza di un sistema criminale guidato dall’ex deputato Psdi Romeo, del quale, però, lui stesso non avrebbero fatto parte.