In mezzo ci sono altri 11 affidamenti, per un totale finale di 221.574,11 euro. Il motivo viene spiegato dal direttore generale Raffaele Mauro: «atteso il notevole carico di lavoro dell’ufficio legale interno – si legge nelle carte –, il direttore generale ritiene opportuno far seguire la vertenza da un professionista esterno». I documenti richiamano sempre una deliberazione della Corte dei Conti datata 2013, nella quale veniva evidenziata la situazione al 2010: 70 incarichi legali esterni, una prassi che i giudici contabili definirono «irragionevole» e «perpetuata anche negli esercizi successivi».
L’Asp si era giustificata sottolineando il notevole carico di lavoro e si è ritrovata successivamente a dover affrontare un processo che vede imputate nove persone, tra ex direttori generali, un direttore amministrativo, avvocati beneficiari delle cosiddette consulenze d’oro e responsabili dell'ufficio legale.
Dal report del direttore dell’ufficio finanziario emerge che l’Asp ha dovuto dare fondo alle sue finanze: partendo da un importo di previsione di 950mila euro per le spese legali, si è passati da una disponibilità di 268mila del 21 ottobre a 58mila euro dopo l’ultimo conferimento esterno. Un modus operandi che il consigliere di minoranza di Cosenza Carlo Guccione aveva denunciato nel corso di una conferenza stampa lo scorso 20 ottobre. «È un fenomeno preoccupante», aveva denunciato, chiedendo di rafforzare l’ufficio legale. Alcuni nomi sono ricorrenti: Mauro affida all’avvocato Vincenzo Belvedere quattro incarichi in dieci giorni, per un totale di 73.526 euro. E non è di certo la prima volta che il suo nome compare sull’albo pretorio dell’Asp. Si va dalla costituzione di parte civile dell’azienda in un procedimento penale a Castrovillari all’opposizione contro un decreto ingiuntivo da oltre 2 milioni e 700mila euro emesso dal tribunale di Cosenza a favore del centro riabilitativo Anmi Siss. Ma non c’è solo lui. Gianpaolo Raia, ad esempio, ha ottenuto nel periodo in questione due affidamenti, da 18mila e 12mila euro, quest’ultimo per opporsi al decreto ingiuntivo emesso dal tribunale a favore della Instrumentation Laboratory Spa, che vanta un credito da 311mila euro. Atti che pesano come un macigno sulle casse della sanità cosentina.