Luigi De Magistris, sindaco di Napoli, trova "Davvero inconcepibile che Napoli, centro strategico e nevralgico del mezzogiorno, sua storica capitale, venga penalizzata dalla decisione che ha modificato il servizio di collegamento tra Napoli e Reggio Calabria, al fine di rendere più veloci i collegamenti tra Reggio Calabria e Roma". Tralasciamo qui la rivendicazione di Napoli capitale del Mezzogiorno, assolutamente vera fino qualche secolo fa (almeno per il Mezzogiorno continentale, perché i siciliani non ne vollero mai sapere) ma che ormai sembra la pretesa di una vecchia attrice che ha già interamente percorso il viale del tramonto e fa apparire De Magistris oltre che svogliato nello studio anche un po’ imbarazzante, come quelli che sparano spacconate a casaccio.
Ma tralasciamo, soprattutto, perché abbiamo troppo rispetto per l’intelligenza dei napoletani, ne conosciamo e siamo amici con moltissimi di loro, e sappiamo che a ben altro guardano e pensano quando sognano il rilancio e lo sviluppo pieno delle potenzialità compresse e umiliate della loro città che i sindaci come De Magistris (e non solo) non hanno saputo dipanare. Napoli ha diritto a meglio, ma assai assai meglio.
La cosa che, invece, ci infastidisce, nella dichiarazione del sindaco, è il cinismo diffuso in quella dichiarazione dove con qualche imbroglio (il flusso turistico intenso tra Napoli e la Calabria, che purtroppo non c’è e non c’è mai stato) De Magistris si preoccupa di sgraffignare un po’ di pubblicità a buon mercato magari guardando agli appuntamenti elettorali che avverte prossimi. Niente di nuovo. E’ la cultura a cui da sempre si è ispirato De Magistris le cui irresistibili pulsioni verso l’attività pubblicitaria ne ha fatto l’ultimo degli agit-prop che, svolgendo quell’attività sia pure a livello elementare, riesce a tirar su qualcosa.
Il problema è noto. Da poco tempo è stato istituito, dopo lunghissime insistenze della Calabria e appassionate iniziative del professore Francesco Russo, assessore ai trasporti della Regione, un treno che parte da Reggio e ferma solo a Villa, Lamezia, Paola, Salerno, Roma Termini. E’ l’unico collegamento (appena) decentemente rapido con la Capitale. Saltare Napoli fa guadagnare quasi mezzora, un lasso di tempo che è strategico per poter andare e tornare da Roma riuscendo a sbrigare i propri affari. Il collegamento è anche quello più veloce tra le città di Messina, Lamezia, Catanzaro, Cosenza e Roma. Un treno molto apprezzato anche nella città di Salerno perché abbatte in modo significativo il tempo necessario per raggiungere Roma.
L’orario di Trenitalia elenca tra Napoli e Roma 73 treni di vario tipo ed a tutte le ore. Nella tratta c’è l’alta velocità. E ci sono almeno un centinaio di autobus che vanno su e giù tra le due grandi metropoli. Inoltre tra Napoli e Roma c’è un’autostrada vera, sei corsie oltre quelle d’emergenza, e non la mulattiera che s’inerpica su e giù tra Salerno e Reggio Calabria.
Ma De Magistris è un combattente di quelli che trova sempre il modo per finire sui giornali, anche quando è un vacuo. Quindi tuona: “Faccio appello al Ministro Delrio ed a Trenitalia affinché venga immediatamente rivista questa assurda e grave decisione che cancella nella tratta Roma-Reggio Calabria la stazione di Napoli". Insomma, una pagina illuminante sul degrado della politica e sui politicanti degradati. Che sia per questo che l’hanno soprannominato GiginoFLOP?
Ineccepibile e tempestiva la reazione di Mario Oliverio che s'è "sorpreso" per le dichiarazioni di De magistris ed è poi diventato tagliente: "Non servono localismi per salvare il Mezzogiorno, ma azioni sinergiche che favoriscano un processo di coesione e sviluppo». (alva)