
Ad ottobre sono attesi in Sila, come annunciato dall’Ente Parco, gli esperti dell’organismo indipendente che sta esaminando il dossier per la candidatura alla lista Unesco nel 2019. L’Iucn dopo le opportune verifiche esprimerà entro maggio un parere non vincolante sulla nomination calabrese. Nel luglio 2019 il comitato dei rappresentanti di 21 Paesi, eletti tra i 193 che fanno parte dell'Assemblea generale degli Stati membri, delibererà il giudizio definitivo sulle iscrizioni.
Con gli Ecosistemi forestali della Sila l’Italia ha candidato anche le Alpi del Mediterraneo – area condivisa con Francia e Monaco. Sono due nomination al patrimonio mondiale per criteri naturali, secondo quanto previsto dalla Convenzione adottata dall’Unesco nel 1972 che norma anche le candidature per i beni culturali. Zoomsud può rivelare che l’area interessata in Sila si estende per 77.189 ettari, con una zona tampone di circa 69 mila ettari a circoscrivere il territorio. Un ambiente conosciuto per l’importanza biogeografica dell’ecosistema forestale e del suo patrimonio genetico, per la ricchezza della biodiversità e delle sue specie.
La valutazione della nomination
«È in corso l'iter di valutazione da parte dell'Unesco e il Ministero dell’Ambiente, tramite la direzione generale competente e un gruppo di esperti della direzione, seguirà con molta attenzione tutta la fase di valutazione che si concluderà il prossimo anno intorno a maggio», spiega l’ufficio stampa del Ministero dell’Ambiente aggiungendo che la fase di «valutazione è coperta dalla massima riservatezza e quindi non è possibile divulgare informazioni dettagliate sul programma di visita del valutatore e sugli incontri che avrà. Si tratta di un tema di grande rilevanza per il Ministero, anche perché il dossier era stato già presentato tre anni fa ed era stato valutato negativamente» conclude la nota.
Nell’attesa di conoscere, quindi, se l’Italia avrà un sesto sito naturale iscritto alla lista ufficiale delle bellezze mondiali, ora 1.092 (845 culturali, 209 naturali e 38 naturali-culturali) secondo la Convenzione Unesco del 1972, è utile approfondire la delicata situazione. La chiarisce il responsabile per il processo di iscrizione dei siti nella lista del patrimonio mondiale Unesco, Alessandro Balsamo. «Il giudizio preventivo fornito dagli organismi indipendenti» dice dal suo ufficio di Parigi «può essere di quattro tipi. Dalla raccomandazione di iscrizione diretta nella lista Unesco a quella di rinvio, che permette di ripresentare la stessa nomination l'anno dopo. Poi c’è il differimento che richiede di riscrivere il dossier per il sito e infine la bocciatura».
L’Iucn verrà in loco, quindi, per verificare le condizioni e la specificità dell’area interessata. Top secret gli esiti del loro lavoro. L’Unesco in fase preventiva, con l’analisi tecnica dei criteri per la nomination, poteva stabilire di non inviare il dossier agli esperti degli organismi autonomi e silurare la candidatura. Quindi l’iter per la Sila, ad oggi, procede a gonfie vele. Balsamo evidenzia che il giudizio finale espresso collegialmente dal Comitato tra circa 9 mesi, comunque, si discosta alcune volte dalle raccomandazioni formulate dagli esperti indipendenti.
«È veramente difficile esprimerci perché dobbiamo essere neutrali. Siamo felici però che l’Italia guardi al suo patrimonio naturale dopo aver pensato alle bellezze culturali», continua l’esperto Unesco. Mai stato in Sila? «Purtroppo no. Ma il primo risultato della nomination è avermi trasmesso la voglia di visitarla», risponde.