La rassegna Calabria d’Autore tiene aperte le porte alle varie forme di cultura nei suoi linguaggi più diversi. Antonio Calabrò in sinergia con lo staff e con il presidente Pino Strati dell’associazione al volontariato “Incontriamoci sempre” che ospita la rassegna, è stato ben lieto di dedicare il consueto appuntamento del venerdì alla musica. E ha scelto di farlo presentando il gruppo musicale calabrese “I Quartaumentata“ e il loro ultimo lavoro “The Best off” co- prodotto con Massimo Bonelli per Rai Company. Il disco raccoglie 12 successi più un inedito. L’intervista a Paolo Sofia, il cantante del gruppo, segue la consueta formula originale. Sul palco lo accompagnano il maestro Salvatore Gullace alla chitarra e Dario Zema alle percussioni.
Rompe il ghiaccio Antonio Calabrò che tesse le lodi del gruppo e ne rimarca la bravura facendo un percorso a ritroso dei loro successi. “Come nasce la passione per la musica” chiede a Sofia. Nella risposta traspare subito l’amore e l’interesse per la stessa. “Nasce da quando ero molto giovane” risponde. “Ho coltivato il mio sogno e ho cercato di portarlo avanti nel migliore dei modi”. E’ entusiasta quando racconta la nascita del gruppo, il percorso lavorativo e l’importanza di orientare la musica verso la qualità. Coglie così la palla al balzo Daniela Mazzeo e si sofferma proprio sulle conseguenze del proliferare dell’effetto etno-folk . Formula una domanda diretta e la risposta è altrettanto precisa. “Sì, potrebbe succedere che l’influenza dei molti gruppi che suonano tutti la stessa musica faccia scadere di qualità il livello musicale”.
Non possono mancare le domande sui contenuti delle loro canzoni. I testi scritti in dialetto del loro luogo di appartenenza incidono fortemente sull’immaginario dell’ascoltatore. Raccontano temi intimi e personali, storie di vita quotidiana e l’amore non solo verso le donne ma anche per la propria terra.
Averli sul palco e ascoltarli da vicino è un privilegio. La musica conquista ogni spazio, la voce di Sofia piena e intensa detta il carattere forte e profondo dei brani. La chitarra del maestro Gullace dà corpo alle note e crea la musica; le percussioni danno il ritmo e scatenano il pubblico.
La musica è un linguaggio universale e Paolo Sofia lo sa bene. E’ per questo che sposa l’idea di utilizzarla come messaggio sociale. “Con la Saga degli Avvelenati affronto un tema importante”- spiega- “e lo scopo è quello di far conoscere e sensibilizzare chi ci ascolta sul problema affrontato; la musica è un importante mezzo di comunicazione che abbraccia tutte le fasce d’età ed è per questo che noi artisti dobbiamo “utilizzarla” al meglio”. La Saga degli Avvelenati è tratta da uno scritto di Peppe Baldessarro e Manuela Iatì, una forte denuncia sul tema del traffico dei rifiuti tossici e sulla malavita organizzata.
Paola Sofia spazia nella sua poetica musicale da temi più intimisti ad altri d’impegno; le sue canzoni subiscono sempre l’influenza mediterranea, proponendo una sonorità che si spinge oltre i confini locali; sul palco, ben sorretto dai musicisti, improvvisa brani e trascina il numeroso pubblico, generoso di applausi.
Dopo aver eseguito alcuni dei brani più famosi “A Notti”, “Paulu Nsertu “,”Quandu Amuri” e averli commentati con argomenti brillanti, Paolo Sofia propone come ultima canzone un “esperimento” che ha dato ancora più lustro alla loro bravura: un brano di Fabrizio De Andrè “Creuza de Ma” riscritto in dialetto calabrese, trasformato in “ Mulattera i Mari” , che trascina il pubblico in una autentica ovazione. Paolo Sofia e i musicisti dimostrano grandi capacità artistiche e la loro poliedricità gli permette di avere orizzonti lontani ed anche ambiziosi.
I Quartaumentata sono un patrimonio musicale della nostra terra. La rassegna Calabria D’Autore ne esce arricchita, ed il pubblico presente ha dimostrato un alto gradimento per la serata.