Sulle note di “Ratafia”, con i suoi suoni onomatopeici ed i profumi latini - dal disco “Aguaplano” del 1987 – prende vita il concerto di Paolo Conte, straordinario paroliere e cantautore apprezzato in tutto il mondo, che sin da subito dimostra al pubblico accorso in piazza Castello come si possa portare sulle spalle, ancora con incredibile passione e trasporto, il peso di quarant'anni di carriera. Un corpus artistico vasto che dal primo Lp - “Paolo Conte” del 1974 – arriva a noi con l'ultimo lavoro “Snob”- uscito nel 2014 - ennesima tappa di un percorso musicale peculiare, ed un tour che lo ho portato, e che lo porterà ancora, in giro per l'Europa.
Quello di Paolo Conte è un ritorno nella città dello Stretto, a distanza di quasi sei anni dall'ultimo concerto al teatro “Cilea”, per l'unica tappa al Sud Italia dell'International Tour 2016/2017 del grande cantautore piemontese, reduce dal successo al Festival Jazz di Juan les Pins in Francia.
E così, “sotto le stelle del jazz”, per una sera Reggio ha trascorso circa un'ora e mezza in compagnia di grande maestro della parola che ha raccontato negli anni, con denso ermetismo e poetica coerenza, l'Italia, con contaminazioni culturali da mondi lontani, raccontando in musica il mondo intero, dall'Africa all'Argentina, sino alla provincia italiana carica di personaggi peculiari. “Un sogno fortissimo”, come direbbe lo stesso Conte che durante il concerto reggino ha alternato brani tratti da “Snob”, con le erre arrotolate dal dandy tra i provinciali - dal brano “Snob” -, con il ritmo del sole di “Tropical” - il cui videoclip è ambientato in una balera anni '50 -, a suon di samba “sotto la nordica pallida Europa”, a grandi classici della sua produzione artistica. Da “Sotto le stelle del jazz” - intensa al pianoforte - a “Max”, da “Alle prese con una verde milonga” a “Via con me”, questo unico bis della serata.
Conte, cantautore raffinato e senza tempo, ci racconta che “certi capivano il jazz”, narra di “quelle bambine bionde con quegli anellini alle orecchie tutte spose che partoriranno uomini grossi come alberi” - da “Diavolo Rosso”, brano in cui Conte e la sua orchestra si concedono al pubblico per oltre dieci minuti - e ci conferma come, nella sua poetica, anche un “ta-ta-rata” possa avere un significato.
Ad anticipare l'ingresso di Conte e della sua orchestra sul palcoscenico, Ruggero Pegna, ideatore di “Fatti di Musica”, la rassegna del miglior live d’autore giunta quest'anno alla trentesima edizione e Patrizia Nardi, assessore alla cultura del Comune di Reggio Calabria, ideatrice del progetto di eventi culturali “Alziamo il sipario”. Dalla collaborazione tra queste due realtà nasce l'idea di offrire alla città di Reggio la possibilità di assistere ad un evento unico. «Un grande regalo per tutta la Calabria – afferma Pegna -, una terra che ha bisogno di positività e che, soprattutto in un momento difficile, dovrebbe essere piena solo di bellezza, di musica ed emozioni».
* foto di Antonio Sollazzo