REGGIO. “Notre Dame de Paris”: tutto esaurito e grandi emozioni al PalaCalafiore

REGGIO. “Notre Dame de Paris”: tutto esaurito e grandi emozioni al PalaCalafiore
20161127 194224 È Un’alchimia perfetta che resiste da anni, “una magia globale dove tutto funziona” come ha più volte dichiarato Riccardo Cocciante, ideatore e compositore delle memorabili melodie di “Notre Dame de Paris”.
È stato definito il musical dei record, difatti, dal suo debutto a Parigi nel lontano 1998 non si è più fermato, continuando a girare i teatri di tutto il mondo.

L’opera, tratta dall’omonimo romanzo di Victor Hugo, riprende il tour in Italia con il cast originale confermando un successo inestinguibile, frutto del perfetto equilibrio tra le arti che riesce a ricreare sul palcoscenico. Le musiche di Cocciante, i bellissimi testi di Luc Plamondon, le stupefacenti coreografie, i bravissimi interpreti, tutto si fonde magicamente riuscendo, ancora oggi, a travolgere lo spettatore.

Un tutto esaurito anche a Reggio Calabria per a terza replica consecutiva all’interno del PalaCalafiore, unica tappa calabrese per lo spettacolo - organizzata dal promoter Ruggero Pegna - che ha visto confluire fan da tutta la Calabria e dalla Sicilia.

All’interno del cast originale, si nota l’assenza della protagonista Lola Ponce, sostituita magistralmente nel ruolo di Esmeralda dalla cantante Alessandra Ferrari. Ritornano in grande spolvero i personaggi che ruotano intorno alla giovane e sensuale zingara, come il timido e deforme Quasimodo, interpretato da Giò Di Tonno, il malvagio arcidiacono Frollo con la voce potente e dura di Vittorio Matteucci, Clopin (Leonardo Di Minno), il poeta Gringoire (Matteo Setti), il bel capitano Febo (Graziano Galatone) e la new entry Tania Tuccinardi nel ruolo di Fiordaliso.

Mentre gli attori si muovono all’interno della scenografia scarna, sovrastata dalla grigia parete di pietra animata soltanto dalle figure ginniche dai bravissimi acrobati, il pubblico intona i testi e le melodie cult del musical. Un approccio quasi semiscenico della rappresentazione, senza spettacolari giochi di luci o pomposi costumi, concentrato sulla levatura artistica degli interpreti e sulla bellezza delle musiche dolci e contemporanee di Cocciante.

Innesti di modernità all’interno dell’antico melodramma di Hugo che non sottraggono pathos all’opera. La Parigi medievale con la Cattedrale di Notre Dame è divisa da un velo dal proscenio, è lì che avvengono i dialoghi più intimi dei protagonisti, dove si demarca l’atavico conflitto tra passione e dovere, tra legge naturale (l’amore carnale) e legge morale (la ricerca della santità). L’impossibilità di conciliazione tra questi due elementi si tramuta nell’odio cieco di Frollo, che, non potendo possedere Esmeralda, ne invoca la morte, mentre a restare pienamente umano è Quasimodo, il gobbo, il reietto, che toglie via dalla scena ogni aspetto materiale, donando l’anima, con il suo amore puro, alla bella gitana.