La societa' sequestrata farebbe capo all'imprenditore Michelino Roberto Lico, presidente della Camera di Commercio di Vibo Valentia. Il sequestro e' un ulteriore sviluppo dell'operazione "Metauros" dello scorso ottobre in occasione della quale furono fermate sette persone indagate a vario titolo di associazione mafiosa essendo sospettate di legami con la cosca Piromalli di Gioia Tauro, nonché di concorso esterno, estorsione ed intestazione fittizia di beni, con l'aggravante delle modalita' mafiose.
L'operazione porto' anche all'esecuzione di un decreto di sequestro preventivo d'urgenza di societa' operanti nel settore della depurazione e trattamento delle acque, trasporto e compostaggio dei rifiuti speciali non pericolosi.
Lico e' ritenuto responsabile di intestazione fittizia di beni in quanto, al fine di eludere le disposizioni in materia antimafia, avrebbe attribuito fittiziamente al figlio Santo, 28enne, la maggioranza assoluta delle azioni della IamS.p.A. di Gioia Tauro, societa' che gestisce da oltre un ventennio la depurazione delle acque reflue di numerosi comuni della Piana.
Le indagini hanno consentito di ricostruire dettagliatamente le vicissitudini imprenditoriali di Lico, fino al 2015 a capo della Iam S.p.a. attraverso la societa' Ligeam S.r.l.