«Nonostante non vi sia una responsabilità diretta degli Enti locali sul tema del lavoro - ha spiegato il sindaco - in questi anni ci siamo adoperati per tutelare e salvaguardare i livelli occupazionali di una serie di aziende, pubbliche e private, che rischiavano di chiudere battenti in città. Mi riferisco ad Atam, ma anche Reges e Recasi, alla ex Multiservizi, agli ex Lsu-Lpu Comunali, ma anche a vicende come la crisi di Villa Aurora, il periodo di incertezza delle ex Officine Omeca, poi brillantemente superato con l'arrivo di Hitachi, o di altre aziende private, grandi e piccole. Nulla di tutto ciò che è avvenuto era scontato. Eppure ci siamo battuti su tutti i fronti per tutelare i lavoratori e dare loro una prospettiva di sicurezza per il futuro, ottenendo anche importanti risultati».
«Io credo che oggi siamo in grado di ragionare su un nuovo orizzonte - ha aggiunto Falcomatà - che è quello della crescita. Gli enti territoriali possono rappresentare un supporto valido, soprattutto nel settore della formazione professionale. E’ paradossale che le ditte che vincono gli appalti sul nostro territorio si portino la manodopera da fuori perché sostengono che in città non esistano professionalità adeguate per gli incarichi specializzati. Il nostro obiettivo quindi è quello di creare manodopera specializzata pronta da integrare in short list dalle quali possano attingere le aziende private che investono sul nostro territorio. Penso al settore delle costruzioni, all’ambito commerciale, a quello turistico. Sono convinto che si possa e si debba fare di più. Le risorse ci sono - ha aggiunto il sindaco - soprattutto grazie ai finanziamenti che siamo riusciti ad attivare in questi anni. Decreto Reggio e Patti per il Sud sono i due pilastri sui quali costruire questo percorso, che vogliamo costruire dal basso attraverso un lavoro di concertazione, anche con i sindacati, che ringrazio per aver aperto una serie di riflessioni sul tema del lavoro, della formazione e dello sviluppo».