"E questo - prosegue Lucano - non solo per quello che è accaduto nel caso di Riace, ma anche per ciò che Oliverio ha fatto e detto ad esempio nell'ultima riunione in Prefettura, a Reggio Calabria, quando si è discusso delle condizioni inumane in cui sono costretti a vivere i braccianti di colore nella tendopoli di San Ferdinando. O per la sua attenzione e vicinanza, d'accordo con le Ong e il sindacato Usb, verso quanti sono obbligati a vivere in condizioni disumane costretti a subire la violenza del caporalato, lo schiavismo e la negazione dei diritti sindacali".
"In questo senso - ha aggiunto Lucano - faccio un appello perché chi è indagato e non condannato non venga considerato colpevole a priori. E' una persona ed è necessario, consentitemi di dirlo per esperienza personale, che la giustizia faccia il suo corso. Sono proprio questi i momenti in cui c'è bisogno di usare una maggiore umanità".