All'iniziativa, che rientra nel ciclo di incontri che il Movimento sta promuovendo per spiegare nel dettaglio i nuovi provvedimenti, hanno partecipato anche i parlamentari 5 stelle Giuseppe Fabio Auddino e Riccardo Tucci. L'evento ha riscosso l'attenzione di un gran numero di cittadini, che hanno occupato in ogni ordine di posto il Teatro metropolitano di Reggio.
Ai partecipanti sono state illustrate nel dettaglio, con l'aiuto di slide, i nuovi provvedimenti governativi e spiegate le modalità per accedere alle misure.
«Il Rei – ha detto ancora Dieni – non era stato portato a conoscenza di tutti i cittadini. Noi, invece, stiamo dando la massima pubblicità al Reddito di cittadinanza, che darà finalmente dignità a tutti quei cittadini che sono stati abbandonati dalle istituzioni. Il Reddito di cittadinanza, inoltre, metterà in circolo risorse che, se assegnate alle classi più agiate, verrebbero risparmiate e non reinvestite».
Dieni ha anche parlato della misura Quota 100: «Vogliamo smantellare la legge Fornero. Fino al 28 febbraio si potrà consentire, a chi ha 62 anni di età e 38 di contributi, di andare in pensione. In questo modo, sarà possibile anticipare la pensione di cinque anni. È una grande occasione che libererà nuovi posti di lavoro in tutto il Paese. Sono già state presentate oltre 60mila domande, mentre, per quanto riguarda il mondo della scuola, se ne prevedono più di 20mila».
Tucci ha ribadito la sicurezza di tutte le procedure: «Ci saranno controlli serrati. Chi fa il furbo rischia da due a sei anni di galera. Ci hanno accusato di dire frottole, invece il Reddito di cittadinanza oggi è legge».
«Il Reddito di cittadinanza – ha puntualizzato Auddino – è una misura a cui teniamo molto e che va incontro a chi si trova in condizioni di assoluta povertà».
«Molti dei rappresentanti di quei partiti che hanno tentato di osteggiare queste misure – ha concluso Dieni – oggi stanno facendo iniziative per spiegare il Reddito di cittadinanza o si fanno avanti per chiedere documenti, col fine di aiutare qualcuno ad andare in pensione prima. È allora importante ribadire che nessuno deve concedere niente: ormai si tratta di diritti garantiti da leggi dello stato».