CALABRIA. Deputati e consiglieri reg Pd: garantire i precari e non solo le loro spettanze arretrate

CALABRIA. Deputati e consiglieri reg Pd: garantire i precari e non solo le loro spettanze arretrate
"Ai precari calabresi garantire la stabilizzazione e non solo spettanze
arretrate". Lo affermano in una nota congiunta i parlamentari Ferdinando Aiello,
Enza Bruno Bossio, Bruno Censore, Doris Lo Moro e Nicola Stumpo ed i consiglieri
regionali Carlo Guccione, Nino De Getano e Pietro Giamborino. "La Legge di
stabilita' - aggiungono i parlamentari - all'esame del Senato in relazione ai
lavoratori socialmente utili, a quelli di pubblica utilita' ed ai precari di cui
alla legge regionale 15/2008 assicura che la Regione Calabria possa attingere ad un fondo nazionale di 110
milioni di euro per l'anno 2014 per il pagamento delle spettanze maturate
nell'anno 2013 e per la proroga dei progetti per l'anno 2014. Ovviamente solo se
dovesse essere approvata definitivamente questa legge i lavoratori potrebbero
confidare nel pagamento delle mensilita' arretrate dal momento che con questi
fondi si va a coprire il buco della variazione di bilancio regionale approvata
nei giorni scorsi e assurdamente priva della relativa copertura finanziaria. La
norma approvata al Senato, inoltre, stabilisce che si possa attingere a questo
stesso finanziamento per "l'avvio di un percorso di inserimento lavorativo dei
suddetti lavoratori". La legge che sta per essere varata al Senato, dunque, e'
senza dubbio un primo successo della lotta dei lavoratori, delle organizzazioni
sindacali, dei sindaci dei comuni calabresi e delle rappresentanze delle forze
politiche che nel Consiglio Regionale calabrese e nel Parlamento si sono battute
con tenacia perche' la vicenda dei precari calabresi fosse una priorita' anche
nell'azione del Governo nazionale". "La norma approvata, tuttavia, e' un
risultato parziale - proseguono - e non soddisfacente perche' sui 110 milioni di
euro previsti rimane ancora da quantificare la quota di risorse da attribuire
alla Calabria e, soprattutto, rimane generico
l'obiettivo della stabilizzazione attraverso l'assunzione con contratto a tempo
indeterminato degli oltre 5000 lavoratori calabresi. Anzi, a questo proposito,
rimane tutto da chiarire il mistero di come si sia potuto prima annunciare e poi
correggere all'esame del Senato un testo di maxiemendamento contenente oltre al
comma 132 altri cinque comma che specificavano il percorso di stabilizzazione
autorizzando gli enti pubblici calabresi alle assunzioni a tempo indeterminato
attraverso un ruolo soprannumerario. E' chiaro che, probabilmente, oltre alle
posizioni di oltranzismo antimeridionale della Lega, hanno pesato posizioni
pregiudiziali anche dentro il Governo nazionale che tentano di cancellare il
diritto di migliaia di lavoratori che da quasi un ventennio vedono negate le
loro giuste aspettative, attraverso la ormai desueta critica alle politiche
assistenzialistiche". "Per quanto ci riguarda - concludono i parlamentari -
riteniamo che in ogni sede sia a livello sociale che a livello istituzionale
vada riaperto il confronto con il Governo affinche' la Legge di stabilita' che
e' in via di approvazione possa garantire, con norme chiare e trasparenti e con
adeguati finanziamenti, reali percorsi di stabilizzazione di lavoratori le cui
mansioni e funzioni sono divenute ormai indispensabili nelle attivita' degli
enti pubblici".