Il Comitato dei vincitori di concorso del 2008 dei Centri per l’Impiego
della Provincia di Reggio Calabria
si rivolge al Presidente del Consiglio On. Enrico Letta:
il problema del diritto al lavoro dei Centri per l’Impiego riguarda tutti “i vincitori del concorso
per titoli ed esami espletato nel 2008”
che sono stati parzialmente sostituiti nel 2011, senza
creare ad arte “confusione” nell’informazione!
La sentenza della Suprema Corte di Cassazione del 2 dicembre 2013 n. 26951 è un pilastro fondamentale per un percorso nuovo e virtuoso mediante procedure di conciliazione presso i tribunali con stabilizzazione del posto di lavoro
Il comitato spontaneo dei lavoratori precari presso i Centri per l’Impiego della Provincia di Reggio Calabria, vincitori di concorso per titoli ed esami espletato nel 2008, che ha aderito per affinità al Comitato Nazionale XXVII Ottobre, che nasce con l'obiettivo di tutelare a livello nazionale i diritti di tutti i vincitori ed idonei di pubblico concorso ancora in attesa di assunzione, ancora una volta, esprime molta amarezza e profonda rabbia nel constatare che dopo oltre due anni, l’impegno assunto all’unanimità da parte del Consiglio Regionale il 7 ottobre 2011 con la mozione nr.53, con cui, si è proposto “l’invito alla creazione di un tavolo tecnico tra Regione, Provincia e sindacati per poter discutere della problematica”, in ragione della “preoccupazione” e “dell’ attenzione” sull’argomento, è rimasto di fatto lettera morta anche per la disinformazione creata ad arte sull’argomento che attiene al diritto al lavoro di tutti i lavoratori dei Centri per l’Impiego, sia coloro che hanno un contenzioso pendente davanti gli organi giurisdizionali, in quanto vincitori di concorso nel 2008 ed illegittimamente sostituiti con un nuovo concorso nel 2011, sia coloro che hanno proseguito nel servizio.
Apprendiamo, infatti, qualche mese addietro,ancora una volta, dalla stampa che, seppur nel silenzio dell’attuale rappresentante dell’ente Provincia, esistono lavoratori di serie A (quelli che hanno avuto la “benedizione” di lavorare dopo l’insediamento della sua amministrazione dal 2012) e di serie B (quelli che hanno avuto la “sfortuna” di lavorare prima l’insediamento della sua amministrazione dal 2008 - e dal 2005 alcuni - al 2011). Una guerra aperta tra poveri nell’agosto 2011,senza precedenti, che non ha ragione di esistere, secondo i principi del buon senso e della corretta amministrazione ex artt. 97 – 120 Cost.
Pertanto, rivolgiamo un appello al Presidente Consiglio dei Ministri On. Enrico Letta per sensibilizzare il Presidente della Provincia di Reggio Calabria dott. Giuseppe Raffa sul problema del diritto al lavoro che riguarda tutti i lavoratori dei Centri per l’Impiego, senza distinzioni, tanto più che lo stesso Raffa ha proposto di recente in materia di politiche attive del lavoro un “tavolo tecnico permanente” moralmente coordinato dalla Chiesa metropolitana con il suo Arcivescovo Sua Eccellenza Monsignor Giuseppe Fiorini Morosini. Ciò a maggior ragione dopo tale pronuncia dei giudici di legittimità.
Infatti, alla luce di un fatto nuovo costituito dalla recente sentenza della Suprema Corte di Cassazione, (n. 26951 del 2 dicembre 2013), che ha affermato inconfutabilmente un principio: il contratto a termine non è legittimo e il lavoratore precario va risarcito (non già solo indennizzato). Quindi l’intera problematica dovrebbe essere riletta in maniera meno superficiale e più approfondita, mettendo al centro il diritto fondamentale ed inviolabile dell’uomo al lavoro.
La Cassazione sembrerebbe accogliere, quindi, le disposizioni della Commissione europea nei confronti dell’Italia per “utilizzo abusivo del personale precario”, inizialmente intrapresa solo per il personale non docente della scuola, poi nel 2012 estesa a tutto il pubblico impiego. L’Italia, infatti, aveva abusato troppo negli anni di una prassi “diabolica e clientelare” dal carattere conclamato del precariato e la Provincia di R.C. nel suo spazio di ente locale è stato tra gli esempi peggiori. La legislazione italiana è pesantemente carente sul tema, tant’è che lo Stato italiano, non adeguandosi al diritto comunitario, rischierebbe il deferimento alla Corte di giustizia, con relativa erogazione di multe salatissime fino a 8 milioni di euro.
A ciò occorre aggiungere che nel caso specifico si ha un’aggravante. Sin dall’autunno del 2011 all’unanimità, la massima assise della Regione il 7 ottobre 2011, con la mozione nr.53, legittimava tutti i lavoratori ad essere inviati al “tavolo tecnico”, che doveva essere convocato dall’ente locale. Cosa che non è mai avvenuta, ma da allora ad oggi vi sono stati fatti nuovi rilevanti. Il comitato dei vincitori del 2008, in conclusione si rivolge al Governo nella persona del Suo Presidente del Consiglio perché nel rispetto del principio di sussidiarietà e di leale collaborazione ex art. 120 cost. possa sensibilizzare la Provincia di R.C. e la Regione Calabria, affinchè, perché, come suggerito dalla Suprema Corte di Cassazione, si attivino delle “procedure di conciliazione presso i tribunali con stabilizzazione del posto di lavoro”, al fine di non gravare sulle già instabili casse provinciali, con grave danno e responsabilità erariale, per procedure sanzionatorie. Questa sentenza costituisce un pilastro fondamentale per un percorso nuovo e virtuoso per un risarcimento del danno in forma specifica, che valorizza il diritto al lavoro e il legittimo riconoscimento di tutte le competenze acquisite sul campo. Ci vengono in mente le parole di alti prelati e soprattutto del Papa Benedetto XVI, pochi giorni prima di giungere in Calabria nell’autunno del 2011, quando disse in materia di diritto al lavoro negato:“Vi hanno dato pietre invece che pane; c'è bisogno che l'economia ritorni al primato dell'uomo… Serve una ricetta nuova per superare l'incertezza del precariato e il problema della disoccupazione. Dunque un capovolgimento di prospettiva che inglobi l'etica, i valori, Dio. ". Ciò veniva profuso dal Santo Padre per stigmatizzare il decadimento della società attuale che manca di un’etica e di una minima morale in ragione di un comportamento che è fondato su un’ inesistente sensibilità umana.
Errare umanum est, perseverare autem diabolicum, et tertia non datur.
R.C. 1 02.2014
F.to Il comitato dei vincitori di concorso del 2008 ex dipendenti a tempo determinato dei Centri per l’Impiego della Provincia di Reggio Calabria aderenti per affinità al Comitato nazionale XXVII Ottobre
Ex lavoratori centri impiego Reggio: appello al Presidente del consiglio dei Ministri
Riceviamo e pubblichiamo: