"Un incontro per chiedere un tavolo di discussione sulla nuova legge elettorale
regionale che preveda, oltre alla partecipazione degli attuali consiglieri
regionali del Pd ed eventualmente degli altri alleati del centro-sinistra, anche
i cinque segretari delle Federazioni provinciali". E' quanto chiedono i
segretari provinciali di Crotone Arturo Pantisano e di Vibo Michele Mirabello al
segretario regionale del partito, Ernesto Magorno. "La sentenza della Corte
Costituzionale 35 del 6 marzo 2014 - sostengono Pantisano e Mirabello - ha
bocciato la richiesta della Regione di rivisitare il numero complessivo dei
consiglieri regionali, stabilito dalla riforma attuata in ottica di spending
review dal precedente governo Monti. La richiesta era di valutare l'ipotesi di
consentire l'elezione di quaranta consiglieri e non trenta come stabilito dalla
riforma. Il tutto in ottica di una piu' larga e omogenea rappresentanza
territoriale dei rappresentanti. La sentenza ha di fatto creato una forte
antinomia tra l'attuale legge elettorale della Regione e il sistema di
ripartizione dei seggi assegnati ad ogni collegio". "La situazione determinata
si rivela un elemento penalizzante per le province piu' piccole - sottolineano i
due segretari provinciali - caratterizzate da una minore estensione territoriale
e un numero di abitanti inferiore rispetto alle tre province storiche della
Calabria. Premesso cio', riteniamo sia
indispensabile avviare urgentemente una riflessione incentrata sulla
predisposizione di una proposta emendativa della legge elettorale regionale che
consenta anche alle due province piu' piccole (Crotone e Vibo Valentia), come
avviene in Campania, di non vedere cancellata la propria rappresentanza in
consiglio regionale per effetto di un calcolo che e' basato unicamente su dati
statistici e demografici. L'obiettivo e' quello di favorire attraverso l'azione
politica del Pd la riforma dello statuto e della legge regionale in un'ottica
che salvaguardi i diritti dei cittadini di quei territori a non veder
pregiudicata la propria capacita' di scelta e di elezione di una giusta e
proporzionale rappresentanza politica
regionale che preveda, oltre alla partecipazione degli attuali consiglieri
regionali del Pd ed eventualmente degli altri alleati del centro-sinistra, anche
i cinque segretari delle Federazioni provinciali". E' quanto chiedono i
segretari provinciali di Crotone Arturo Pantisano e di Vibo Michele Mirabello al
segretario regionale del partito, Ernesto Magorno. "La sentenza della Corte
Costituzionale 35 del 6 marzo 2014 - sostengono Pantisano e Mirabello - ha
bocciato la richiesta della Regione di rivisitare il numero complessivo dei
consiglieri regionali, stabilito dalla riforma attuata in ottica di spending
review dal precedente governo Monti. La richiesta era di valutare l'ipotesi di
consentire l'elezione di quaranta consiglieri e non trenta come stabilito dalla
riforma. Il tutto in ottica di una piu' larga e omogenea rappresentanza
territoriale dei rappresentanti. La sentenza ha di fatto creato una forte
antinomia tra l'attuale legge elettorale della Regione e il sistema di
ripartizione dei seggi assegnati ad ogni collegio". "La situazione determinata
si rivela un elemento penalizzante per le province piu' piccole - sottolineano i
due segretari provinciali - caratterizzate da una minore estensione territoriale
e un numero di abitanti inferiore rispetto alle tre province storiche della
Calabria. Premesso cio', riteniamo sia
indispensabile avviare urgentemente una riflessione incentrata sulla
predisposizione di una proposta emendativa della legge elettorale regionale che
consenta anche alle due province piu' piccole (Crotone e Vibo Valentia), come
avviene in Campania, di non vedere cancellata la propria rappresentanza in
consiglio regionale per effetto di un calcolo che e' basato unicamente su dati
statistici e demografici. L'obiettivo e' quello di favorire attraverso l'azione
politica del Pd la riforma dello statuto e della legge regionale in un'ottica
che salvaguardi i diritti dei cittadini di quei territori a non veder
pregiudicata la propria capacita' di scelta e di elezione di una giusta e
proporzionale rappresentanza politica