I componenti del Circolo Territoriale Calabria di Unione Mediterranea, Rosella Cerra e Roberto Longo, hanno partecipato all’interessante convegno tenutosi il 3 maggio 2014 presso la Parrocchia San Giovanni battista di Sant’Eufemia di Lamezia Terme, organizzato da Carolina Marcianò, per parlare di prevenzione ed informazione sui rischi sismici. Sono infatti trascorsi esattamente due anni da quando è stato approvato il Piano di Protezione Civile a Lamezia Terme, ma ancora nessuno lo conosce, nonostante sia fondamentale l’informazione ai fini della sua conoscenza per poter meglio affrontare le emergenze.
Il geologo Giulio Riga avverte: “stiamo attendendo una scossa nel Sud, non sappiamo dove, ma una idea l’abbiamo”. Il geologo ha illustrato alcuni suoi studi riguardo alcune sequenze sismiche che si stanno verificando in Calabria. Sono diverse, una interessa il Pollino, una la Sila e una l’area dello stretto, senza dimenticare un altro pericolo che viene dal mare, cioè il vulcano sommerso Marsili. Altra zona ove è presente uno sciame sismico è lungo la costa da Cirò a Crotone, ove sono presenti gli impianti ENI, le cui trivellazioni, ormai è un fatto scientificamente provato anche dall’ultimo studio di settore Rapporto ICHESE, possono essere causa di terremoti indotti.
Ha descritto uno scenario per niente rassicurante, rappresentato in un grafico secondo cui siamo in una fase di innesco del Foreschoc. Il terremoto, secondo il suo Modello Previsio, dovrebbe essere circa di magnitudo 7,5. Illustra poi nello specifico la situazione sismica del lametino con l’individuazione quindi delle zone più vulnerabili. Più a rischio sono le strutture viarie, cioè l’autostrada, per la presenza di una faglia e di una frana lungo la costa verso Nocera. Altra faglia inquietante si dirige verso l’aeroporto, la quale è comunque ancora da indagare meglio. Altra zona a rischio è tutta quella che dall’aeroporto va verso l’area industriale ASICAT, soggetta questa ad alto rischio liquefazione. Definite queste anche zone “morbide”, che amplificano cioè in maniera elevata le onde sismiche, per cui sarebbe da indagare la stabilità e la sicurezza degli edifici presenti. Chiarisce che il catalogo ISPRA, dal quale vengono prese come riferimento nei piani strutturali le faglie che esso indica, è in fase di elaborazione, quindi non attendibile. Le faglie considerate nei suoi studi sono estrapolate da cartine fatte dall’AGIP, alla definizione delle quali ha collaborato lui stesso.
La parola passa al dott. Luigi Bigagnoli, della Protezione Civile, ma qui presente in veste di funzionario del Ministero dell’Interno, di emergency-manager, che conferma quanto detto da Riga. Parla quindi dei livelli di intervento a seconda delle emergenze, da comunale a provinciale e regionale e quindi nazionale. Espone quindi il “principio di sussidarietà”, secondo il quale la prima autorità di Protezione Civile è il sindaco. Rimarca il fatto che il Piano di Protezione Civile deve essere reso noto alla popolazione.
Passa quindi la parola al dott. Salvatore Zucco, responsabile di Prociv del Comune. Questi annuncia che abbiamo un Piano di Protezione Civile approvato nel maggio 2012, ma che ancora non si conosce nonostante sia stato inserito nel sito web del Comune.
Alla domanda di Carolina Marcianò, organizzatrice del convegno, “questo piano noi non lo conosciamo e come cittadini non partecipiamo. L’amministrazione dovrebbe pubblicizzare i punti di raccolta”, risponde direttamente il sindaco Gianni Speranza, complimentandosi per l’organizzazione del convegno, affermando che “il Piano Comunale muta e si approfondisce nel dialogo con i soggetti che entrano in campo”. Riferendosi alla relazione del geologo Riga afferma di “aver appreso cose che anche io non sapeva e sentito per la prima volta”. Propone quindi altri incontri come questo in modo da incrementare il numero dei cittadini consapevoli.
Saluta i presenti Emilio Verrengia, presidente provinciale dell’Associazione Nazionale Polizia di Stato (ANPS) di Lamezia Terme, il quale lamenta una mancanza di informazione e offre il suo contributo per diffondere il Piano e far conoscere quindi ai cittadini quali debbano essere, ad esempio, le aree di ammassamento, sollecitando che i cittadini siano protagonisti.
Si passa quindi agli interventi dall’uditorio.
L’ing. Grande concentra il suo intervento sulla necessità di fare prevenzione, invitando i Comuni a non rilasciare permessi di costruire che consentono di indebolire le strutture degli edifici in muratura dei centri storici e a combattere l’abusivismo.
Interviene quindi la dott.ssa Rosella Cerra, la quale chiede se il Piano approvato nel 2012 sia rimasto come nella stesura originale, rispetto al quale, lei, insieme ad altre associazioni di cittadini, avevano già a suo tempo denunciato carenze ed errori. Chiede nello specifico se le aree di ammassamento e di emergenza siano ancora quelle individuate lungo la faglia identificata dal CNR e dal geologo Riga, illustrata dallo stesso proprio durante il convegno, e se il centro direttivo DICOMAC sia ancora individuato nell’area industriale ASICAT, che, come ha esposto Riga, è una zona altamente soggetta a liquefazione.
Risponde il dottor Zucco sostenendo che quella individuazione non è di pertinenza del Comune, ma che “è stata calata dall’alto, dalla Regione”, mentre Bigagnoli puntualizza che il Piano è perfettibile, e gli errori possono essere corretti.
L’ing. Roberto Longo, responsabile regionale di Unione Mediterranea Calabria, osserva che di fatto non è complicato procedere alla informazione della popolazione, proponendo al Sindaco di utilizzare gli operatori della raccolta differenziata, le cui comunicazioni stanno funzionando bene, per consegnare a tutte le famiglie un foglio con l’indicazione delle aree di raccolta nei singoli quartieri. Fa notare al dott. Bigagnoli che la Protezione Civile funziona in caso di disastri, ma in fase di prevenzione è carente perché è lo Stato che non vuole fare prevenzione, come dimostrano, ad esempio, le concessioni rilasciate per le trivellazioni di idrocarburi nell’Alto Ionio che, come ha dimostrato lo stesso Riga, sono causa scatenante di eventi sismici.
L’arch. Francesco Apa chiede al dott. Zucco di organizzare incontri con i Responsabili dei Servizi di Prevenzione e Protezione delle scuole, che conoscono bene le carenze degli edifici e possono anche organizzare prove di evacuazione compatibili col Piano Comunale.
Dall’incontro è insomma è emersa l’importanza dell’informazione per prevenire i danni e preparare la popolazione, “parlarne, perché parlare aiuta ad allontanare la paura e l’ansia, ed è la paura a fare danni. Da domani bisogna rimboccarsi le maniche e cominciare”. Chiude così il geologo Giulio Riga, al quale va il merito di avere, ancora una volta, cercato di fare informazione e prevenzione corretta su un fenomeno che incombe in maniera sempre più pressante sul nostro futuro.
Rossella Cerra – Circolo Territoriale Calabria di Unione Mediterranea