Il riferimento è all'agguato nel quale Principe fu ferito al volto da un ex bancario Sergio Staino, che gli sparò un colpo di pistola, poco prima dell'inizio della cerimonia d'inaugurazione della chiesa di San Carlo Borromeo, quando il politico era sindaco di Rende. Attualmente Principe è ai domiciliari per l'inchiesta "Sistema Rende". "Non potendolo ne' incontrare, ne' parlargli al telefono - ha aggiunto Corbelli - ho voluto, esattamente due mesi dopo il suo incredibile arresto, ribadirgli, con la telefonata alla moglie, la mia stima e il mio impegno a continuare a lottare per quella che considero una doverosa battaglia di giustizia e di civiltà, che porto avanti nel rispetto dell'operato della magistratura e coerentemente con la mia lunga storia garantista".
Corbelli ha poi parlato del "perdurante e ignobile silenzio del Pd, dei suoi big nazionali, tanti pseudo garantisti che continuano a venire in processione in Calabria, a Cosenza, per sostenere il candidato sindaco e non spendono una sola parola di solidarietà per il loro compagno di partito, Principe. Dal Pd mi sarei aspettato che avesse fatto le barricate per difendere Principe, politico di assoluta onestà, di indiscusse capacità e grande cultura. Così come mi sarei aspettato, dopo il mio appello pubblico, una risposta dal nuovo procuratore di Catanzaro, che sino ad oggi non c’è stata".