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Il Sud è più veloce del nord, primato da valorizzare

Il Sud è più veloce del nord, primato da valorizzare
fibraottica   La Calabria è prima, tra le regioni italiane, per numero di comuni raggiunti dalla fibra ottica. Il 16,28% dei comuni italiani sono coperti dalla fibra ottica. In particolare, la regione che vanta la percentuale più alta di comuni raggiunti dalla fibra, secondo i datiSosTariffe.it , è la Calabria, con quasi il 57% dei comuni coperti. Segue la Campania (41%), la Toscana (36,6%, unica regione non meridionale nel podio), la Puglia (35,2%) e la Sicilia (33,4%).

  Questi i dati diffusi alcuni giorni fa: ognuno se ne faccia una ragione. Se si vuol sempre dire il peggio del peggio si scelga quindi un altro settore.

L’internet super veloce – secondo dato di cui farsi una ragione in santa pace - è più facile trovarla al Sud Italia. Dove è più alta la presenza di reti fibra ottica a 100 Megabit. Il Nord è in ritardo, nonostante la presenza di punte di diamante a Milano, Torino e Bologna, dove si può avere anche una connessione 1 Gigabit in casa. Queste contraddizioni sono il risultato dei grossi investimenti pubblici con fondi europei 2007-2013, ai quali il Sud deve il 70 per cento della copertura attuale (ergo, se ci fossero stati solo gli investimenti privati, il Meridione sarebbe stato condannato al doppino di rame), tanto per dire che una volta tanto questi fondi europei servono a una cosa!
   Al Nord la regione più coperta è il Veneto, con quasi il 24% dei comuni raggiunti da questa tecnologia, seguita all’Emilia Romagna (12%) e dalla Lombardia (un po’ meno del 9%). Siamo intorno al 6,6% in Friuli Venezia Giulia, 5,4% in Liguria, 2,8% in Valle d’Aosta e 2,4% in Piemonte. Fanalino di coda il Trentino Alto Adige, con solo un 1,4% delle località che nel 2017 possono navigare attraverso la fibra ottica.
I comuni del Centro Italia, oltre a quelli toscani già menzionati, sono coperti per quasi il 14% nel Lazio, un po’ meno del 9% in Umbria e poco più del 6% nelle Marche. Molta strada ancora da percorrere per l’Abruzzo, con appena il 2,6% dei propri comuni che dispongono di connessioni in fibra.
  La Basilicata è coperta per un 18%, mentre le Regioni meridionali in cui la diffusione della fibra ottica è meno capillare, sono il Molise (5%) e la Sardegna (3%).
Secondo l’indagine EY, la regione con più località raggiunte dalla connessione in fibra a Marzo 2016 era la Campania con il 40% di copertura, seguita dalla Calabria con il 35% e dalla Toscana con il 30%; fanalino di coda ancora l’Abruzzo con il 2% di comuni coperti.
   Questi dati di copertura sono una rielaborazione fatta da SosTariffe su informazioni che gli hanno fornito gli operatori. Ma quali sono le velocità raggiungibili? Questo è un altro discorso. Da una parte, ben il 96,6% dei comuni italiani dove è venduta almeno una tariffa in fibra ottica dispone di connessioni che raggiungono al massimo 100 Megabit. Solo nell’1,68% dei comuni coperti si può teoricamente navigare fino a 200 Mbit/s, mentre i 300 Mbit/s in download sono disponibili oggi soltanto nello 0,96% dei comuni italiani.
Rimane ancora un 2% di località toscane dove la fibra raggiunge soltanto i 50 Mbit/s, mentre in Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna e Lombardia ci sono ancora utenti che hanno all’attivo offerte in fibra ottica attraverso le quali non possono però superare i 30 Mbit/s in download (rispettivamente il 7,1%, 4,8% e 2,3% dei propri comuni).
  Le coperture comunque sono destinate a crescere presto e un grosso fattore di sviluppo della copertura viene dalle gare Infratel. La prima, da 1,4 miliardi, sta per essere assegnata a Enel Open Fiber (manca solo l’ultimo passaggio di formalizzazione, previsto in settimana), per la realizzazione della rete in fibra ottica con fondi pubblici in Abruzzo e Molise (lotto 1 della gara), Emilia Romagna (lotto 2), Lombardia (lotto 3), Toscana (lotto 4) e Veneto (lotto 5). 
Enel è anche la sola a gareggiare per una seconda gara da 1,2 miliardi, in dieci Regioni (Piemonte, Valle D’Aosta, Liguria, Friuli Venezia Giulia, Umbria, Marche, Lazio, Campania, Basilicata, Sicilia) più la Provincia di Trento, per un totale di 3.710 comuni. L’ultimo rapporto della Commissione europea sull’innovazione (il Desi 2017), pubblicato venerdì, dice l’Italia ha fatto già grossi passi avanti per copertura banda ultra larga nel 2017 (aumentata di oltre il 50 per cento, sulla popolazione, in termini relativi), ma è in forte ritardo sull’adozione.
Nonostante il calo dei prezzi, la diffusione della banda larga fissa è infatti ancora troppo bassa rispetto alla media UE (55% della popolazione contro 74%). Il problema si annida nelle competenze digitali e “gli scarsi risultati in termini di competenze digitali rischiano di frenare l'ulteriore sviluppo dell'economia e della società digitali”.