Direttore: Aldo Varano    

REGGIO. Retake! E i cittadini si riprendono la città (le foto)

REGGIO. Retake! E i cittadini si riprendono la città (le foto)
primaeDOPO Al Rione Marconi di Reggio si è scritta una bella pagina di buona cittadinanza. Non parliamo della solita iniziativa "spot" intrisa di buoni sentimenti e buoni propositi, ma destinata in quanto tale a rimanere poco o niente impressa nella memoria civica. Raccontiamo "Retake San Giorgio Extra", la prima iniziativa di questo genere che ha tutti i presupposti per divenire un'efficace pratica da consolidare e, perché no, allargare all'intero ambito metropolitano nel futuro prossimo.

prima e dopo 1
Giusto per fornire qualche strumento di lettura circa lo spirito che anima i promotori, in poche righe, le azioni positive "retake" traggono spunto da  una esperienza consolidata e presente nella nostra capitale. Retake è educazione alla bellezza e al rispetto per i beni comuni;  in lingua inglese significa riprendere, rimpossessarsi di qualcosa che magari nel tempo è andata perduta, ma tuttavia di fatto è a un passo da noi, ancora nella nostra disponibilità. Lì aspetta che qualcuno ne prenda coscienza, si attivi e faccia da traino per tutti. Chi aderisce ad una "best practice" come questa, buona pratica per intenderci, lo fa certamente per stravolgere lo scenario. Chi entra in azione ha intuito che subire un destino infausto in fondo non ha un senso per chi immagina veramente per la nostra città un futuro diverso. Per chi decide caparbiamente di rimanere e con la cultura dello spirito di servizio cambiare la prospettiva anche e soprattutto di chi pare si sia arreso.

prima e dopo 2
Al Marconi un manipolo di sognatori ci è riuscito. Non si è perso in chiacchiere. Picconi, pale, rastrelli, scope e un paio di decespugliatori in mano a tanti ragazzi più o meno giovani, che hanno risposto positivamente all'iniziativa promossa dall'Associazione Extra, della Caritas Parrocchiale di San Giorgio Martire, dell'Azione Cattolica e del gruppo Scout, hanno fatto la differenza. Ottenute le opportune autorizzazioni dal Settore Ambiente del Comune di Reggio e contattato la Società Avr, che ha messo a disposizione le attrezzature e curato il trasporto in discarica del materiale rimosso, contro l'indifferenza di chi passa il tempo a leccarsi le ferite crogiolandosi in ragionamenti politico amministrativi senza comprendere che una provocazione dal basso come questa può a medio termine avere importanti ricadute culturali e sociali. C'erano un po' tutti ieri a riassettare l'area verde ubicata al centro del rione. Un luogo in triste stato di abbandono, come tanti del resto, divenuto quasi una discarica a cielo aperto in cui incivili, sotto gli occhi di chi non ha più la voglia e forse il coraggio di combattere questi fenomeni, credono avere il diritto di depositare ingombranti e far fare i bisogni al proprio amico a quattro zampe senza raccoglierli opportunamente. Tante persone scese in strada a coinvolgersi in questa iniziativa per molti versi gioiosa, tanti altri ai balconi o dietro le persiane ad assistere probabilmente attoniti.

gruppo
"Noi vogliamo riprenderci il territorio" ha dichiarato una delle organizzatrici con guanti e rastrello ed effettivamente è inaccettabile che beni comuni come questo, che dovrebbero rappresentare occasioni di aggregazione, gioco per i più piccoli, decoro per il comprensorio, siano sepolti di fatto nell'assuefazione dilagante al brutto, al provvisorio, in una desolante rassegnazione collettiva.

ragazzi
Non vi nascondo che all'inizio anch'io, di fronte alla devastazione che si presentava ai miei occhi ero incredulo circa la riuscita dell'ardua impresa. Dinnanzi a me intanto scorrevano immagini di operosità e motivazione che mi hanno letteralmente emozionato dentro. Sono stati momenti di grande condivisione e senso di responsabilità. Genitori, educatori che insieme ai più piccoli, con le opportune precauzioni, passo dopo passo, metro quadro dopo metro quadro, sono riusciti a fare in un pomeriggio quello che altri, magari con migliori dotazioni di attrezzature, avrebbero impiegato giorni a terminare. Le fotografie non hanno bisogno di commenti, il prima e il dopo non lasciano spazio al dubbio.

sacconi
L'eco di Retake San Giorgio si è sentita anche sui social e non sono mancati facili commenti, se vogliamo irrispettosi per chi ci ha messo il cuore, di chi sostiene che se è giusto pagare le tasse comunali è altrettanto sacrosanto rivendicare il diritto ai servizi essenziali. Talmente ovvio da essere superfluo. A questi critici sempre attenti al dibattito politico, spieghiamo che Retake, come ogni azione dal basso, che nasce dalla gente comune, scevra di colori politici e concentrata su un obiettivo specifico e significativo, ha il fine di sensibilizzare in maniera se vogliamo bidirezionale: provocare chi amministra la cosa pubblica, con fatti e risultati che bussano alle coscienze, sottolineando, pacificamente e senza sterili polemiche, con un intervento emergenziale, il grave stato di abbandono e la non cura del territorio; in altro senso, il messaggio è rivolto anche a chi passivamente accetta come normalità il degrado e, soprattutto, a quanti in spregio all'ambiente pongono in essere comportamenti quotidiani che sommati nel tempo rendono invivibili luoghi per i quali tante risorse sono state investite e tante altre dovranno impegnarsi a causa della cattiva conservazione dovuta si alla mancanza di un'efficace manutenzione ordinaria, ma anche, purtroppo, alla inciviltà di alcuni cittadini.