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PD. In Calabria big tutti con Renzi, ma Guccione sceglie Orlando

PD. In Calabria big tutti con Renzi, ma Guccione sceglie Orlando
carlo guccione   Listone unico renziano in tutta Italia. Renzi ha deciso: no a liste autonome, neanche se legate a Maurizio Martina. Vani sono stati i tentativi di moral suasion che si sono levati soprattutto da Calabria e Sicilia per ottenere quello che in un primo momento era stato promesso.

Niente da fare. Lorenzo Guerini, che ha seguito la trattativa al telefono, è stato categorico: nessuna differenziazione. Oliverio e i suoi che pensavano di poter essere “diversamente renziani” si ritrovano intruppati in unico listone con i renziani doc, quelli della prima ora.

Gli ultimi tentativi di resistenza che Oliverio ha provato a guidare da Verona, dove si trova per presenziare al Vinitaly, sono risultati vani. Del resto a sedare gli animi ci ha pensato il ministro dell’Interno Marco Minniti che adesso consegna al partito romano un altro risultato personale: il partito calabrese unificato e renziano senza differenza alcuna.

La decisione è stata presa in maniera definitiva al termine di una lunga riunione del Pd a Lamezia alla quale hanno preso parte il segretario regionale Ernesto Magorno, i parlamentari Bruno Censore, Nicodemo Oliverio e Demetrio Battaglia, il capogruppo del Pd Sebi Romeo, il segretario provinciale del partito a Cosenza Luigi Guglielmelli e Nicola Adamo.

Volti tirati al termine della riunione e la sensazione che prossime 48 ore saranno campali perché è lontanissimo l’accordo sul numero dei delegati che, a questo punto, dovranno essere spartiti tra i renziani doc e gli uomini di Magorno. La composizione della lista che materialmente è affidata  a Bruno Censore si prospetta alquanto complessa e i tempi per stringere gli accordi sono risicati. Il termine per la presentazione scade lunedì alle 18.

Il rischio adesso è che la decisione di Renzi possa scontentare tutti. I renziani di Magorno e Battaglia, infatti, vogliono la maggioranza dei delegati mentre gli oliveriani trattano la resa per spuntare il  50%.

Di sicuro, però, l’ex premier un risultato lo ha ottenuto: ha messo in trappola tutti i ribelli sui territori. Oliverio e i suoi sono costretti ad ingoiarsi l’area autonoma e a dimostrare sul campo di essere renziani davvero.

Troppo comodo sarebbe stato, secondo gli uomini dell’ex premier, mettersi in lista per Martina e dare prova di forza, magari mettendo in minoranza la lista renziana. Un rischio che il premier non ha voluto correre, confortato anche dai risultati del voto sulle convenzioni dei circoli che gli hanno tributato una maggioranza solida che non richiede ulteriori liste a sostegno.  Se poi l’ennesima prova di forza del leader potrà essere controproducente in futuro è tutto da dimostrare.

L’unico che se la ride, al momento, è Carlo Guccione che adesso si accredita come reale e unico punto di riferimento per la sinistra Pd in Calabria e plenipotenziario di Andrea Orlando per la Regione. E dopo i risultati confortanti ottenuti già nella prima fase del congresso, potrebbe aspirare a regalare alla mozione Orlando in Calabria un risultato davvero importante.