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L'INTERVENTO. Congresso PD in Calabria: quale dibattito?

L'INTERVENTO. Congresso PD in Calabria: quale dibattito?
renzi delrio oliverio  Registriamo in questi giorni entusiastici commenti per gli esiti delle Convenzioni riservate agli iscritti ai Circoli calabresi del PD a chiusura della prima fase del Congresso nazionale.

Abbiamo avuto occasione, infatti, di leggere i commenti del Segretario regionale e di autorevoli parlamentari che esaltano  la grande partecipazione degli iscritti, e riferiscono di Circoli assimilati a palestra di democrazia e di sano impegno politico, di corpi vivi dove ampi sono gli spazi di confronto e di autentica discussione e, ancora, di partito  dove si discute dei problemi della Calabria, con una interlocuzione coinvolgente dei cittadini quale segno di una idea alta della politica che non traguarda destini e ambizioni personali, bensì quelli del popolo.

Conseguentemente, se quello che viene sostenuto corrisponde al vero, sarebbe interessante conoscere, almeno, i temi della partecipata discussione e, ove possibile, le conclusioni più significative scaturite dalla sintesi delle diverse posizioni circa le questioni che riguardano le popolazioni calabresi.

Piacerebbe in particolare sapere, se di questo si è discusso in sede locale, quali precisi impegni dovrà assumere il Partito in sede di Congresso nazionale sui grandi temi irrisolti dei calabresi e più in generale dei meridionali, per traghettare finalmente la “questione meridionale” nel più vasto mare della “questione Italia”.

Di seguito, alcuni esempi di temi irrisolti:

1.      In un Paese in cui il concetto di uguaglianza è stato storicamente trascurato, e dove  anche i concetti consolidati della geometria e della meccanica vengono diversamente interpretati nelle diverse aree, se si tiene conto che neanche le distanze tra due punti restano più le stesse quando bisogna muoversi da un punto all’altro con un qualsiasi mezzo di trasporto, l’alta velocità a servizio di una sola area del Paese riduce o aumenta il divario di opportunità tra le popolazioni diversamente servite? E la stessa infrastruttura è realisticamente realizzabile al costo finanziario ed ambientale che l’accompagna, o bisogna invece immaginare forme diverse di riequilibrio in tema di mobilità territoriale?

2.      Il futuro del porto di Gioia Tauro, con le proprie indiscutibili enormi potenzialità inespresse, rientra tra le strategie di sviluppo  dell’intero Paese dal punto di vista economico, gestionale e occupazionale o deve essere lasciato come luogo dove si concentrano interessi di pochi e, soprattutto, deve ancora rimanere arma di ricatto per piccole concessioni centellinate e mirate, da esibire, all’occorrenza, come “dimostrazione dell’attenzione dei governanti di turno verso le popolazioni calabresi”?

3.      In campo sanitario, qualcuno ha evidenziato che nel mese di dicembre del 2007, con Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri fu solennemente dichiarato lo “stato di emergenza sanitaria nel territorio della Regione Calabria” da risolvere entro il 31 dicembre del 2009? che per il suo superamento fu sottoscritto un Accordo di Programma che prevedeva la realizzazione di 4 nuove strutture ospedaliere, che fu emanata una apposita Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri che individuava la Protezione Civile Nazionale quale soggetto attuatore a cui venivano assegnati poteri eccezionali, e che a fronte dei suddetti impegni nessuna delle strutture ospedaliere previste è stata ancora avviata per la realizzazione concreta?

4.      Come verrà affrontata dal PD nazionale la drammatica realtà della fuga dei giovani, soprattutto laureati, dal territorio calabrese, fuga che pesa come un macigno sulle possibilità di sviluppo dello stesso territorio?

5.      Sul Ponte dello Stretto ci sarà una posizione ufficiale del Partito, svincolata da impostazioni ideologiche, che risulti coerente con il Piano Regionale dei Trasporti e sia orientata a liberarci finalmente da un dibattito infinito fine a se stesso, o bisogna ancora adattarsi alle contingenti convenienze dei governi in carica?

Forse mi sono distratto ma non ho letto alcun commento sulle questioni sopra elencate.

E allora, se non di distrazione si tratta, di cosa hanno discusso gli iscritti ai Circoli calabresi del PD, così compatti nell’individuare nelle strategie del probabile futuro segretario del Partito le vie più utili per la soluzione dei nostri problemi?

Sarebbe davvero importante saperlo.