
Costituito in città il 36° Organismo di Composizione della Crisi da sovraindebitamento (OCC). Lo ha deliberato il Consiglio dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Reggio Calabria, che ne ha chiesto l’iscrizione al Ministero della Giustizia, inoltrando anche un primo elenco di “Gestori della Crisi” e nominando come referente territoriale il dott. Stefano Sofi.
In un momento di forte crisi economica e finanziaria, la norma è stata introdotta per dare al cittadino debitore la possibilità di avviare una procedura attivabile solo da lui e non dai creditori, e di presentare un proprio piano di ristrutturazione dei debiti e di recupero dei crediti, al fine di ripartire da zero (di qui l’espressione fresh start) e riconquistare un ruolo attivo nell’economia.
Operativo dal 5 maggio, l’OCC, che non si sostituisce al Tribunale, permette dunque anche a professionisti, artigiani e piccoli imprenditori afferenti al Tribunale di Reggio Calabria che non possono accedere al fallimento o alle altre procedure concorsuali, di porre rimedio alle situazioni di indebitamento sproporzionato ma incolpevole, anche verso il Fisco, arginando - si spera - il fenomeno dell’usura.
Come? Il referente dell’OCC procede con una prima valutazione del caso anche rispetto alla meritevolezza (ad esempio, i motivi che hanno condotto alla situazione di crisi), al fine di attivare i criteri più idonei alla sua composizione, e nomina un gestore tra quelli ammessi all’elenco gestito dal Ministero di Giustizia. Sarà lui a presentare l’incartamento debitamente completato al Tribunale. L’utente avrà così un risparmio di tempo e la certezza di potersi affidare ad un professionista che lo seguirà in tutte le fasi ad un costo contenuto e personalizzato. Sarebbe utile, qualora l’Ordine degli Avvocati non dovesse istituire un pari organismo, che anche gli avvocati venissero inseriti nell’elenco dei gestori dell’OCC.
Il sovraindebitamento è un fenomeno in continua crescita in Italia: secondo i dati disponibili, nel 2000 le famiglie sovraindebitate erano circa 190mila (0,9% del totale), nel 2012 si è passati a un milione e 300mila nuclei in grave squilibrio finanziario (5,4%), e al 2013 si registra un ulteriore peggioramento (5,6%). Si pensi che al 2014, sono 7,7 milioni gli italiani che si sono indebitati o hanno chiesto un aiuto economico per pagare cure sanitarie.