Ecco perché zoomsud ha sbagliato (e informa i suoi lettori)

Ecco perché zoomsud ha sbagliato (e informa i suoi lettori)
errore   L’articolo apparso su zoomsud a firma del suo direttore titolato “Ecco come sono stati falsificati i dati elettorali in Calabria” è certamente impreciso e sbagliato. Buon giornalismo e onestà intellettuale, quando si commette un errore, impongono che venga riconosciuto subito in modo chiaro ed esplicito. Ed è ciò che qui viene fatto a due ore dalla pubblicazione di quello che è in qualche modo un incidente. Minor fretta (ma forse non è detto) avrebbe evitato l’errore.

Ma per quanto si tratti di un articolo sbagliato presenta un problema reale che mistifica le valutazioni della politica calabrese e anche l’immagine della Calabria. Come si fa ad accettare che tra una elezione e un’altra vi sia un’oscillazione di oltre 300mila elettori ed immaginare che questo non proponga una distorsione grave di tutti i giudizi? Non lo scrivo solo per consolazione o giustificazione, ma perché, è la mia opinione, si tratta della verità.

Ma per capire bisogna fornire alcune informazioni ai lettori. Con la legge sul voto estero, su cui non si dirà mai abbastanza male (e non bisogna farlo solo quando può portare svantaggio alle opinioni che abbiamo), per le elezioni politiche e per i referendum è stato istituito un meccanismo speciale che consente agli italiani all’estero di votare nei paesi in cui si trovano. Per le elezioni comunali e regionali, invece, i cittadini continuano ad essere presenti nelle liste dei propri comuni ma non hanno possibilità alcuna di votare se non rientrando il giorno in cui si vota. In realtà, si tratta di cittadini la cui astensione non è legata a un giudizio politico ma alla impossibilità di partecipare al voto o alla loro perdita di qualsiasi interesse a votare perché si tratta di calabresi che da decenni si sono costruiti una vita altrove.

Questo meccanismo apre gravi distorsioni e possibilità di brogli e confusioni perché legittima in qualche modo un’oscillazione degli abitanti di comuni e regioni. I comuni in particolare possono manovrare per avere fittiziamente più abitanti di quel che veramente hanno.

E’ inaccettabile stabilire che un sindaco o un Governatore è votato da una minoranza per il fatto che i suoi concittadini, che hanno in realtà abbandonato il proprio paese, continuano a venire considerati come una sua parte organica. La loro vita altrove finisce per diventare un giudizio politico negativo nei paesi e nelle regioni in cui non vivono più perché fa crescere un'astensione che astensione politica non è.

Riprova della confusione è il fatto che la determinazione dei seggi dei consigli regionali viene stabilita senza tenere conto di questi elenchi ma sulla base degli abitanti che risultano dai censimenti Istat che non tengono alcun conto di quelle realtà. Lo dimostra la circostanza che se gli elettori calabresi alle regionali fossero veramente 1.897.729, come sostengono gli uffici anagrafici comunali a cui il Ministero dell’Interno per legge dà credito, gli abitanti della Calabria, aggiungendo a quella cifra i minorenni senza diritto al voto, supererebbero ampiamente i due milioni e quindi la Regione avrebbe avuto diritto a un consiglio con 40 seggi, possibilità bocciata dalla Corte Costituzionale.

In ogni caso, il problema è aperto. Sono legittime opinioni diverse e diventano possibili valutazioni politiche più attente. Ma ciò non toglie che nostro compito era precisare come stanno le cose. Chiediamo scusa ai nostri lettori ed a quanti si sono sentiti in dissenso con noi avendo ragione.