Non sarei stato entusiasta della Clinton ma ha vinto Trump che, secondo me, introduce seri dubbi sulla tenuta democratica degli Usa. Gli americani hanno scelto un “capo” che non fa discorsi articolati , non ha esposto progetti, e non guarda al mondo nella sua complessità . Gli è bastato esser straricco, razzista, sufficientemente antifemminista, uomo d’ordine (per gli altri), militarista, decisamente egoista. Con questi ingredienti ha risvegliato gli istinti dell’America profonda che vuole esentarsi dal faticoso impegno politico collettivo e si affida ciecamente nelle mani di un “Giustiziere” che parla contro “tutti” senza mettere in discussione il “sistema”. Probabilmente, alla fine della giostra, i ricchi saranno ancora più ricchi ed i poveri ancora più poveri. Non siamo al fascismo e non ci saranno le “camicie brune”, né i manganelli. Non ce ne sarà alcun bisogno, basterà la ricchezza concentrata in pochi mani di selezionati oligarchi, la “rete”, ed una alienazione collettiva nel mito del “capo” per far retrocedere un popolo libero verso la servitù della gleba del secondo millennio.Vorrei sbagliarmi ma vedo all’orizzonte il triste autunno degli uomini liberi e la primavera dei “capi”. E quello che è successo in America potrebbe succedere ovunque. Sta già succedendo in Francia, in Austria, e già se ne intravedono i prodromi in Italia.
Qualche giorno fa mi è sembrato di scorgere questa logica a Roccella dove il dottor Gratteri ed il professor Nicaso hanno presentato il loro ultimo lavoro “Padroni e Padrini” .
La presentazione di un libro è una occasione di incontro, di dibattito, di confronto. Al Convento dei Minimi si notava qualcosa di particolare iniziando da una debordante presenza di mezzi ed uomini delle forze dell’ordine, di scorte, di autorevoli rappresentanti dello Stato. Tutto finalizzato a dimostrare la solennità dell’evento .
“Padrini e padroni” è rimasto ai margini, quasi sullo sfondo, mentre il “Potere”, quello vero, ha dato sfoggio della propria forza e della propria “ geometrica potenza”. Ne ha fatto le spese il parroco di Platì, assente, eppur verbalmente massacrato per aver dubitato della bontà e dell’efficacia del “Verbo” antimafia. Ormai isolato perché eretico in un paese in cui dopo il consiglio comunale si è sciolto il consiglio pastorale, ovviamente la prossima mossa sarà sciogliere il talamo nuziale! Poi è toccato da un ex vescovo di Locri, e quindi ad alcuni studiosi che sostengono la legalizzazione delle droghe leggere sui quali “non si sputa per non lavarli”.
E’ stato un rito del pensiero unico. Il “dubbio” è stato messo “fuorilegge”! Era una loro iniziativa e ne avevano tutto il diritto. Ed infatti il dottor Gratteri rispondendo ad una precisa domanda della giornalista Paola Bottero ha affermato “io non conosco il grigio, per me tutto quello che non è bianco è nero”. Le parole ci ricordano la Santa Inquisizione eppure non c’è neanche un briciolo della grandezza del “Grande Inquisitore” di Dostoevskij. Manca lo scontro tra bene e male che si fanno guerra nel cuore di ogni uomo. Nella manifestazione di Roccella tutto è scontato.
Qualcuno si arroga il diritto di catalogare i “giusti” e collocarli nella casella bianca mentre i “cattivi” vengono scaricati nella casella nera accanto ai demoni. Non c’è spazio per riflettere, non c’è voglia per una pur minima riflessione autocritica.
Per esempio non ci si domanda in quali caselle si dovrebbero collocare le tante persone incarcerate da innocenti e come tali riconosciuti dai tribunali in tutti i gradi di giudizio. Né in quale posto dovrebbero esser collocati i magistrati responsabili di gravi o calcolati errori , di macroscopica e colpevole superficialità.
La lotta alla ndrangheta da problema terribilmente serio anzi drammatico, si è trasformato negli anni in una fabbrica di “miti” rispetto ai quali noi possiamo solo conformarci. Ne hanno beneficiato in tanti perciò la ndrangheta è molto più forte di prima.
Dal conformismo di massa e dall’alienazione diffusa nascono i Trump, i Le Pen o “Alba dorata”. Il potere del capo è costituito dalla somma di sovranità di cui si priva ogni singolo cittadino. Scaccia il confronto e celebra la marcia trionfale degli “eroi”, degli “uomini tutti di un pezzo”, di “capitani coraggiosi” che, come il mitico ispettore Rock, non sbagliano mai. In questo dibattitto falsato, nessuno ha più interesse di mettere in discussione le ingiustizie sociali e le abissali disuguaglianze tra cittadini. Tutto è finalizzato a creare “miti”! Due anni fa “qualcuno” aveva individuato il dottor Gratteri come ministro della Repubblica. E questo stesso Parlamento, ridicolizzato nell’iniziativa di Roccella, avrebbe votato la fiducia senza batter ciglio!
Io non ho alcun diritto di giudicare la bontà della scelta di un ministro, né ho titoli per valutare alcuno ma , mi sembra persino ovvio ribadirlo, non si nomina ministro della Repubblica una persona non congeniale al sistema vigente. Ed il Procuratore di Catanzaro a questo sistema è più che congeniale. Ed appunto in quanto tale Egli è il calabrese più presente sui giornali nazionali e negli studi televisivi. Infatti, la Calabria ad una sola dimensione- quella “criminale”- fa comodo a molti, sicuramente alle classi dirigenti regionali e nazionali. Di riflesso, tutto il convegno è stato un inno alla “legalità” che è certamente un valore quando si coniuga ad altri valori costituzionali come la “pari dignità”, la libertà, una reale uguaglianza. Quando è solo un vessillo da sventolare occorre avere consapevolezza che per cento che battono le mani centomila si sentono estranei, si chiamano fuori.
Trump è espressione di una democrazia agonizzante. In Calabria, il “trumpismo” si muove lungo altre strade ma porta allo stesso traguardo: la fine della democrazia!
Personalmente intravedo la sconfitta e sogno che, in qualche angolo remoto, ci possa essere un’“ultima Legione” di “partigiani della Costituzione” disponibili a difendere la libertà, la sovranità popolare, la democrazia sostanziale, gli “ultimi” a cui nessuno volge lo sguardo. Ma… probabilmente il mio è solo un sogno!