“Si è assistito negli ultimi giorni ad un“Si è assistito negli ultimi giorni ad unintensificarsi dell’attacco mediatico control’Ospedale, da parte di persone che,comunque, di questo Ospedale hanno usufruito anche con esiti positivi”. Iniziacosì un lungo comunicato diffuso oggidalla direzione dell’Azienda ospedalieradi Cosenza. “L’approccio alla patologiaha sempre caratteristiche emotive differenti, in base all’evolversi della malattia,per cui non meraviglia che la considerazionesulle Strutture sia differente e spessodiametralmente opposta. Quando si assiste invece, aduna manipolazione degli eventi, per interessidi vario tipo, ci si indigna e per onestàdei fatti è necessario, con puntualemetodicità, smentire quanto artatamenteviene pubblicato, anche al fine di nondistruggere una istituzione che, con grossafatica, in situazioni di risorse carenti aiquali sopperisce spesso l’impegno e ilsenso di responsabilità dei professionisti,mira a garantire ai cittadini cure sicure edi qualità. L’articolo del 22/9/2018apparso su alcune testate on line, il cuicontenuto è già stato smentito in partedal Direttore del Dipartimento MaternoInfantile, - si legge - mette in correlazionela morte di un neonato per Shock Setticocon la presenza di un pipistrello nei corridoidell’Ospedale. Bisogna precisareche il Reparto di Terapia IntensivaNeonatale è un reparto Chiuso con unsistema di ventilazione controllata in cuil’aria viene filtrata prima di essereimmessa nella terapia intensiva. Nel casoin specie poi il neonato in condizioni diestrema gravità era ricoverato in terapiaintensiva in una termoculla, - si affermanella nota dell’Azienda ospedalieracosentina - con aria a sua volta filtrata ecompletamente isolato dall’ambiente circostante.Si coglie l’occasione per precisareche non tutte le infezioni contrattein ospedale sono infezioni ospedaliere,anche se possono portare all’exitus”. “Ilpiccolo era affetto da un infezione contrattain utero, essendosi manifestatanelle prime ore di vita, in maniera cosìgrave, da richiedere un trasferimentourgentissimo, senza l’attivazionedell’Ambulanza dedicata allo STEN (trasportoNeonatale). Secondo le EvidenzeScientifiche del momento - si legge ancora- tutte le infezioni che si presentanoentro le prime 72 ore con sintomi gravissimi,sono da attribuire a infezioni contrattein utero e trasmesse dalla madre.Sembra quindi artificioso e strumentalecollegare l’infezione del neonato alla presenzadi un eventuale pipistrello, che nonpuò essere vettore di una infezione dastafilococco. In merito all’articolo del23/9/2018 relativo ad un decesso inutero, di un neonato, si precisa che lapaziente si è presentata nel Pronto soccorsogenerale alle ore 9.29 e da qui indirizzataall’unità Operativa di Ostetricia eGinecologia, - si afferma nella nota -dove ha stazionato, presentandosi al personalein servizio all’accettazione diPronto Soccorso, solo alle ore 14,30.Dagli esami effettuati alle ore 15.37 si èdiagnosticata la premorte del feto, percui è stata sequestrato lo stesso e la placenta,già prima dell’espulsione quandoancora era in utero. Non risulta agli attiuna precedente valutazione della vitalitàdel feto. Sarà, invece, l’esame autoptico astabilire una eventuale morte del feto,prima dell’accesso al pronto soccorso.Bisogna precisare - scrive l’Azienda ospedaliera- che le cause note di morteintrauterina del feto, sono da riferirsi atutta una serie di patologie tra cui: malattiecongenite, infezioni, isoimmunizzazionematerno-fetale e tutte quelle situazioniin cui ci sia mancato apporto diossigenazione al feto - asfissia - per laquale difficilmente è ravvisabile unaresponsabilità professionale legata almomento dell’evento. Il pubblicizzarecasi di presunta malasanità non fa altroche far crescere nell’opinione pubblicauna sfiducia nelle istituzioni e aumentarela migrazione sanitaria che già costituisceuna delle più gravi criticità dellanostra Regione. Quando per esigenzegiornalistiche si fa riferimento a “trame”,“sospetti”, “macabre scoperte” - concludela nota diffusa - si dimentica che imedici sono tutti soggetti al giuramentod’Ippocrate e che comunque hanno sceltoquesta non facile professione, per salvarevite umane e pertanto in caso diinsuccessi terapeutici, sono loro stessiseconde vittime del sistema. In presenzadel perdurare di tale situazione, ilCollegio di Direzione, darà incarico aipropri legali di procedere per provocatoallarme”.