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REGGIO. Al Miramare Ivan Mazuze, tra ritmi africani ed atmosfere nordiche

REGGIO. Al Miramare Ivan Mazuze, tra ritmi africani ed atmosfere nordiche
pmf imquartet Dal Mozambico al Sudafrica, passando per la Norvegia. Sono “fili sottili” che mettono insieme ritmi e culture e sono, ancora una volta, “valigie piene di suoni”. Questo, e tanto altro, è stato il primo concerto del Play Music Festival 2017, la rassegna organizzata dall'associazione Soledad con la direzione artistica di Alessio Laganà. A ridare vita, finalmente, agli splendidi spazi del salone del Miramare il sassofonista e compositore Ivan Mazuze, tra le migliori espressione del world jazz contemporaneo, accompagnato da Per Mathisen al basso, Jacob Young alla chitarra e Raciel Torres alle percussioni.
Ad un anno dalla fortunata edizione del Play Music Festival il cui tema, “una valigia di suoni”, ha permesso di parlare con differenti linguaggi di viaggio, identità, ricerca e ascolto per superare la diffidenza ed i pregiudizi, si arriva all'attuale edizione al cui centro c'è la forza della musica e quei “fili sottili” delle emozioni che avvolgono chi sa ascoltare.
E di emozioni travolgenti Ivan Mazuze ne ha sapute offrire al pubblico reggino, numeroso per inaugurare le tre tappe in musica del Play Music Festival 2017. Per la prima volta a Reggio Calabria, Ivan Mazuze ha dimostrato, accompagnato da musicisti d'eccezione, di sapere mixare in maniera personale stili musicali che vanno dalla folk-music tradizionale del Mozambico, ai ritmi sudamericani sino al jazz africano e scandinavo all'insegna di quella che gli è stata riconosciuta dalla stampa internazionale come “joie de vivre musicale”. Una contaminazione di generi espressione delle varie tappe che il sassofonista ha percorso nella sua vita, oltre che ad un vasta cultura musicale. Mazuze infatti si è laureato in “Etnomusicologia” in Sudafrica. Nato in Mozambico, Mazuze dal 2009 vive in Norvegia, dove attualmente è insegnante presso la Oslo - Music and Cultural School.
Durante il concerto reggino, prima tappa italiana dell'Ivan Mazuze Quartet, il sassofonista ed i suoi musicisti hanno eseguito brani tratti dai tre album di Mazuze: “Maganda”,“Ndzuti” e “Ubuntu”. Quest'ultimo, pubblicato nel 2015, è stato acclamato dalla critica e realizzato con la partecipazione di numerosi musicisti norvegesi come Jacob Young e Michael Bloch ed africani come Frank Paco, Peter Ndlala e Sifiso Makalisa. Nel 2016 “Ubuntu” è stato scelto scelto da JazzCd per la raccolta focalizzata sulla scena norvegese contemporanea. Raffinato e grintoso, il sound delle composizioni di Mazuze mette insieme melodie africane, suoni urbani, ritmi cubani ed atmosfere nordiche. Il tutto trova espressione massima, in un'idea di unione che va oltre l'aspetto prettamente musicale, proprio nel suo ultimo disco. Come spiega lo stesso Mazuze durante il concerto, in Africa con la parola “ubuntu” - espressione in lingua bantu - si indica la benevolenza verso il prossimo, il rispetto verso l'altro, nonché la presa di coscienza non solo dei propri diritti, ma anche dei propri doveri. Usando le parole di Nelson Mandela “il senso profondo dell'essere umani solo attraverso l'umanità degli altri”.
Il Play Music Festival proseguirà il 9 marzo con Fabrizio Bosso ed il trio siciliano degli Urban Fabula ed il 16 marzo con il Kinga Glyk Trio.

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