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L'INTERVENTO. Reggio. L'Asp, il disastro Brancati e la politica che non c'è

L'INTERVENTO. Reggio. L'Asp, il disastro Brancati e la politica che non c'è
aspRC   L’Asp di Reggio Calabria, con a capo il già commissario Brancati oggi direttore generale, è stata costretta a pagare stamattina da un commissario ad acta nominato dal Tar oltre un milione di euro ad un imprenditore del settore.

Il Tar non ha fatto certamente un favore a questa impresa perché, pur avendo la stessa percepito 500mila euro in conto interessi, chi sa quanto ha dovuto a sua volta sborsare alle banche in questi anni per mantenersi in piedi, quanto ha dovuto lottare e soffrire per ottenere e mantenere un mutuo o un fido e dunque la sua azienda, i suoi dipendenti, la sua famiglia.

Si chiude quindi un capitolo che, come risulta dagli atti, durava da oltre un decennio. Il direttore Brancati per la sua parte di gestione ha contribuito a questo disastro con un ritardo di 14 mesi perpetuando quindi la sofferenza dell’azienda creditrice, ma soprattutto ha gravato l’Asp di altri 40mila euro di interessi maturati durante la sua gestione. Le pagherà il direttore generale queste ulteriori somme che l’Asp avrebbe potuto risparmiare? Saranno detratte dalla sua indennità?

No. Queste somme andranno a carico del mutuo trentennale che la Regione ha dovuto contrarre per i calabresi per abbattere il debito sanitario accumulatosi sino al 2010. Naturalmente, quello di cui scriviamo è soltanto uno dei frequenti casi che accadono all'Asp che indichiamo come esempio di un andazzo.

Il Presidente della Giunta Regionale Oliverio sicuramente conosce queste situazioni e conosce il dottore Brancati per averlo nominato ai vertici della sanità reggina. Eppure non muove un dito, mentre si provoca alla Calabria e alla sua azione politica complessiva un danno, particolarmente proprio nella sanità.

Il Governatore si è impelagato, a torto o a ragione non si capisce bene, in un braccio di ferro che dura da oltre due anni con il commissario Scura. Uno scontro che, al netto di chi prevarrà, non sta facendo bene alla Regione. A questo scontro il Governatore si presenta con un enorme fardello sulle spalle: i commissari prima e i direttori poi che in questi 30 mesi ha nominato e che non hanno fatto avanzare di un passo la sanità. La realtà dell'Asp di Reggio sembra un esempio lampante di come la Calabria, in realtà, non voglia uscire dal piano di rientro e dal commissariamento. Oliverio non può non capire che casi come questo indeboliscono in modo sostanziale la sua voglia di fine del Commissariamento e ritorno alla normalità del mondo sanitario calabrese. E' difficile avere dubbi sul fatto che così venga letto il meccanismo che si è determinato e sul quale non si interviene con le necessarie correzioni. In ogni caso In entrambi i casi il futuro sarà negativo per i calabresi e per chi ci governa.