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REGGIO. Angela Marcianò estromessa dalla giunta Falcomatà (con l'ok di Roma)

REGGIO. Angela Marcianò estromessa dalla giunta Falcomatà (con l'ok di Roma)
marcianò  Scoop della Gazzetta del Sud che oggi, 22 luglio, in prima pubblica con grande evidenza la notizia della estromissione dalla giunta Falcomatà dell’assessora Angela Marcianò, componente della segreteria nazionale del Pd. Il servizio lo firma Piero Gaeta, una delle firma più prestigiose della Gazzetta che raramente quando scrive sbaglia bersaglio.

La decisione, spiega il giornalista, è arrivata venerdì sera, alla fine di una fase che ha visto una crescente contrapposizione, a colpi di botta e risposta sempre più aspri sui giornali, e il sindaco Falcomatà. Gaeta propone anche un dettaglio che andrà capito e interpretato per avere un’idea di cosa è successo e di cosa accadrà: per la decisione di Falcomatà c’è stato il via libera di Guerini, uno dei dirigenti Pd più vicini a renzi che mai si è distaccato dalle indicazioni del leader maximo del Pd. Guerini, secondo le fonti romane della Gazzetta sarebbe stato incaricato direttamente da Renzi a seguire la questione. Informato sugli ultimi imbarazzanti duelli tra Falcomatà e l’assessora “considerato che la situazione era ormai del tutto fuori controllo, Guerini ha dato l'autorizzazione al sindaco di operare come meglio credeva nell'interesse della sua Amministrazione e della città”. Insomma, un via libera che assomiglia a un prenditi la responsabilità di fare quello che ritieni necessario.

Che accadrà ora? La Marcianò resta nella segreteria del Pd, dove era entrata essendosi messa in luce da assessora del Pd a Reggio nonostante sia stata licenziata dalla giunta Falcomatà. A raccontarla tutta pare sia stato proprio l’ingresso nella segreteria nazionale e spezzare l’equilibrio precedente durante il quale la Marcianò veniva considerata “una brava che lavora tanto”. Ed a raccontarla tutta quell’ingresso ha stoppato il progetto di Falcomatà di arrivare nel cuore del gruppo dirigente nazionle del Pd dato che quel posto, la notizia era finita su tutti i giornali d’Italia, era stato promesso al sindaco di Reggio. Deve certo essere accaduto qualcosa se una notizia, praticamente ufficiale e molto più di una voce all’improvviso è stata modificata. Non necessariamente un giudizio negativo su Falcomatà ma forse un giudizio molto positivo sulla Marcianò. Chi lo ha dato arrivando direttamente a Renzi e convincendolo a modificare quelle che erano apparse già decisioni definitive? Di certo, e al di là della vicenda dell’amministrazione reggina, la promozione nazionale della Marcianò, era la Marcianò non ha mai fatto mistero di non far parte del Pd né per le voci che l’hanno collocata in un’area politica diversa da quella del centro sinistra. Il punto è che il Pd, tutto e nessuna sua parte esclusa, vive e guarda alle prossime elezioni e alle candidature blindate. Possibile avere a reggio uno dei maggiori dirigenti italiani del Pd (questo formalmente significa l’ingresso nella segreteria nazionale) e non candidarlo? E in questo caso, in Calabria, la Marcianò a chi avrebbe “soffiato” il posto? e in che modo si sarebbero rotti gli equilibri a cui pazientemente in molti (anzi, moltissimi) stanno lavorando?

Capiremo nei prossimi giorni se l’estromissione dalla Giunta comunale è il principio di un processo più generale che chiuderà l’esperienza politica della Marcianò col Pd o soltanto un cambiamento di posizione che non modificherà una possibile carriera a tutto tondo. Per ora bisogna solo prendere atto che sulla città e in Calabria c’è un problema in più e che questo problema dipende dal fatto che il Pd pare un partito provvisorio dove non esiste un percorso chiaro, trasparente e pubblico per la selezione dei suoi dirigenti.