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CALABRIA, LA SFIDA DEL REALE

CALABRIA, LA SFIDA DEL REALE
calimma Per i nostri amati lettori travolti dal ferragosto caloroso in tutti i sensi consigliamo una cosa: leggete o rileggete le meravigliose pagine che Isidoro Pennisi ha dedicato recentemente alla Calabria tra reale e immaginario.

Cinque pagine di letteratura, storia ma anche di grnde attualità, dai greci a Berto passando per Alarico, Annibale e gli occitani. Quelle pagine ci parlano infatti anche dell’oggi e di queste ordinarie cronache di insana follia di queste ore, tra i morti di Cosenza, le pergamene false o autentiche (?), le disavventure di Belen, i soldi al peperoncino, ed altre amenità del genere che hanno condito e stanno condendo queste nostre giornate post ferragostane.

  Il festival dell’ipocrisia lo potremmo chiamare, la solita salsa calabrese che sa sempre più di rancido e di vendicativo allo stato puro, senza alcun vero amore per questa terra ma solo animati dalla forza destruens e da un cupio dissolvi che ci porterà – statene certi –ben dentro al precipizio che, a parole, si dice di volere evitare.

  Isidoro Pennisi conclude la sua lunga cavalcata agostana sulla Calabria dando infatti una connotazione al nostro essere: l’entusiasmo della sfida agonistica con la vita, non dobbiamo scappare, fuggire, difenderci, sopravvivere. Avere il coraggio degli occitani, o dei Bretti che ospitarono Annibale per una questione d’onore.

  Questo dovrebbe essere il senso della discussione sulla Calabria del reale di oggi e non – ad esempio -le ipocrisie sul silenzio sui morti di Cosenza o sui soldi che si danno alla Belen. Per fortuna nostra la discussione su cosa fare per il centro storico di Cosenza dopo le prime sbandate sta indirizzandosi su un canale di positività, cioè sul che fare per davvero dopo che è accertato che davvero nessuno può togliersi dalle responsabilità per quello che è accaduto, anzi non è accaduto, in tanti e troppi decenni. Un fiume di parole e di chiacchiere che sta lentamente facendo sprofondare un patrimonio del reale e dell’immaginario che non ha nulla da invidiare con Matera o Lecce, tanto per restare ai nostri confini.

  Se per davvero si ama questa terra, che ha un senso arcaico ancora vivo e vegeto, si lavori concretamente su questo. Sui tre morti non deve cadere il silenzio ma a loro va resa giustizia, non solo dall’inchiesta della Procura della Repubblica (non si guardi in faccia nessuno!) ma dalla politica e dalle istituzioni. La Calabria – dixit il prof. Pennisi – ha non solo la vocazione ma l’obbligo di ospitalità, che prima ancora di essere un fatto di costume o di cultura è una conseguenza della sua geografia, del suo posto nella mappa.

  E’ un’enclave dove nessuno è di troppo: questo il senso vero di un racconto della Calabria reale liberato dai morsi delle ipocrisie e delle vendette. Ha sapientemente scritto su Zoomsud Gioacchino Criaco, a proposito della presenza di Belen al Festival del Peperoncino di Diamante:’’… se, a stare alle precisazioni del presidente dell’Accademia, il compenso reale è di molto inferiore, quale altro evento calabro avrà tanta visibilità, e ritorno economico, a parità di costo? Tenendo poi conto che quest’anno l’Argentina sarà il paese ospite, pare la presenza di Belen indicata. E per una volta, pure chiedere conto a Oliverio del finanziamento al festival, sembra eccessivo. Si contribuirà a un evento che quest’anno avrà un successo strepitoso. Chi sia Belen, e a dirvi la verità non è che ne sappia tanto, ne so molto di più di un esercito di tromboni inconcludenti che si portano in giro per le Calabrie come Madonne pellegrine, a soldoni per viaggi, hotel, e gettoni, e hanno molto meno da dire di Belen.Poi se Belen non vi piace, non ci andate a Diamante. Se gli sprechi vi infastidiscono prendete carta e penna, fate un giro intorno alle vostre case e vedrete che ce ne saranno di cose da denunciare…’’.

   Le ipocrisie, i sepolcri imbiancati, le false innocenti madonne pellegrine: ecco di tutto la Calabria che vuole cambiare davvero ha bisogno tranne che di quei tratti e degli interpreti di quei tratti.