REGIONE. Ciconte (Pd): Ecco perché mi sospendo dal gruppo del Pd

REGIONE. Ciconte (Pd): Ecco perché mi sospendo dal gruppo del Pd
"La mia decisione è conseguente ad una dettagliata e travagliata analisi e ad un'oggettiva valutazione suggerita da un malessere imperante che, come già sottolineato dal collega Bevacqua, interessa il gruppo consiliare del PD, gruppo che difetta in organizzazione, strategia e discussione interna sulle varie problematiche che riguardano il rilancio della nostra martoriata terra". Lo scrive il consigliere regionale Enzo Ciconte nella comunicazione ai presidenti del Consiglio regionale e del Gruppo del Pd con cui annuncia la sua decisione di autosospendersi dallo stesso Gruppo.

"Dopo le dichiarazioni del collega Bevacqua, anche lui autosospesosi - aggiunge Ciconte - mi sarei aspettato una franca e serena discussione all'interno del gruppo e della maggioranza. Cosa a tutt'oggi non avvenuta, nonostante le forti dichiarazioni del Presidente della Quarta Commissione consiliare permanente. La mia storia è sinonimo di attivismo, dinamismo, impegno costante, se vogliamo di coraggio, nell'affrontare i problemi. Qualsiasi iniziativa piccola o grande che sia, se non supportata da una concreta motivazione e dalla passione, è sicuramente destinata a fallire. La passione e la motivazione sono elementi imprescindibili per tentare di raggiungere qualsivoglia successo.

In Calabria, purtroppo, ci ritroviamo in una fase di stagnazione. La palude si è ampliata perché nel tempo si sono accumulati molti ritardi a causa di diversi fattori negativi, miopia, velleitarismo, tecnicismo, e tutto ciò ha determinato il logoramento del sistema che è progredito inesorabilmente come, del resto, era prevedibile. Ora non c'è più molto tempo a disposizione. Nonostante l'impegno personale del Presidente della Giunta ci sono tanti processi di 'necrosi' in stato avanzato da cui è difficile uscire senza il contributo e l'impegno di tutti. Chi ha la responsabilità della guida, deve con tutte le sue forze, condurre la nave verso un porto sicuro e non farla infrangere sugli scogli". "A tutto ciò, forse, con una buona dose di umiltà - dice ancora Ciconte - si può ancora rimediare. Occorre, a mio avviso, ricercare le ragioni che ci uniscono e non quelle che ci dividono, perché dagli errori si può e si deve sempre imparare.

Dopo i risultati elettorali del 4 marzo, che hanno segnato una sconfitta sonora per il PD soprattutto in Calabria, poiché moltissimi hanno sfogato il proprio malessere non votandolo più, pensando giustamente di dare una scossa, di provocare una concreta inversione di marcia, il rischio che l'assuefazione coinvolga la gente è concreto. Io stesso vorrei continuare a battermi affinché la politica, quella con la P maiuscola, si riappropri del ruolo che le compete onde evitare che la Calabria continui ad essere terra di conquista. C'è bisogno di uno scatto d'orgoglio, di un risveglio collettivo, di un partito degno del proprio nome, di una classe dirigente e di una guida, di un leader e non di un capo, in grado di ripristinare le giuste motivazioni e ricreare le condizioni per essere noi i promotori ed i protagonisti del futuro della nostra Regione".

"Pertanto auspico che al più presto - conclude il consigliere regionale - ci sia una riunione di maggioranza per entrare nel merito delle varie tematiche ed affrontare i problemi, in modo che la mia autosospensione e quelle già avvenute in precedenza dei colleghi, siano ispirazione per un nuovo percorso. Altrimenti, se tutto rimanesse inalterato, non vorrei essere considerato tra i responsabili del fallimento di questa stagione politica".