Quando un albero scrive agli esseri umani

Quando un albero scrive agli esseri umani
Cari figli della Terra,

sono un albero. Ero un albero. Ora sono carbonizzato. Per via di un incendio. Che si è sviluppato per
caso. Come tutti gli incendi. Gli uomini non hanno alcuna responsabilità. Sono cose che accadono.
Tranquilli, succedeva anche prima della comparsa dell’Umanità sul Pianeta!

Però lo stesso voglio dirvi qualcosa che - forse - vi potrà servire.

Un tempo, l’atmosfera della Terra era costituita da vapore acqueo, anidride carbonica, ammoniaca e
metano: una miscela altamente velenosa, prodotta dalle continue eruzioni vulcaniche. La vita, allora, era costituita da semplici organismi unicellulari fermentatori, formatisi negli oceani. Poi, grazie alla fotosintesi clorofilliana, le cellule appresero a catturare l’energia solare, con la quale scomporre la molecola dell’acqua ( H₂O) per estrarre idrogeno, e l’anidride carbonica (CO₂) da cui ricavare il carbonio, in modo da costruire in proprio gli alimenti per nutrirsi. Prodotto di scarto di tale processo: il rilascio di ossigeno, un tempo molto velenoso, ma oggi indispensabile alla vita di quasi tutte le creature della Terra.

Insomma, noi prendiamo dal Sole l‘energia che ci occorre per vivere e rilasciamo nell‘atmosfera
l’ossigeno che serve a voi per respirare! Inoltre, siamo indispensabili al vostro nutrimento ed a quello degli animali che mangiate - se non siete vegani.

In più, siamo degli ottimi psicoterapisti. Avete mai provato a passeggiare in un bosco, ad abbracciare
un albero, a sedervi a terra appoggiando la schiena ad un tronco, a coltivare un giardino, un orto? Lo so che non avete voglia di ripassare chimica, con il caldo afoso - e con gli incendi, poi! Ma forse è proprio questo il momento di toccare con mano - occhi, naso, polmoni - cosa state facendo alla Madre Terra, alla vita sul Pianeta ed a voi stessi.

E se per caso avete capito, per piacere, adesso non precipitatevi ad "educare" i vostri bambini!

Educate prima di tutto voi stessi. Alla ragionevolezza. Alla semplicità che è sinonimo di vera grandezza. All’umiltà. Alla condivisione di quel bene immenso qual è la Vita.

Forse questo pianeta non è l’unico abitato nell’Universo e magari è vero che gli altri lo evitano di
proposito. Ma se davvero si è soli a godere di questo infinito dono, ce lo si potrebbe guadagnare già
con dei piccoli gesti. Ogni giorno. Ognuno per sé e poi tutti insieme. Volendo - s’intende.

Vi prego, fate che la scomparsa delle creature sacrificate negli incendi alla vostra follia sia servita a
farvi tornare in voi, in grembo alla Natura, senza la quale sareste ancora più inutili di un albero
carbonizzato quale ora io sono. Per via di un incendio spontaneo, ovvio!
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