Direttore: Aldo Varano    

SILA, al Centro visite Garcea un'oasi naturale dove continua l'azione di tutela

SILA, al Centro visite Garcea un'oasi naturale dove continua l'azione di tutela
Sila A circa 40 km da Catanzaro, percorrendo la strada verso Villaggio Mancuso dopo il lago del Passante, si giunge in un’oasi naturale da pochi conosciuta e frequentata. È il centro visite di Monaco intitolato ad Antonio Garcea.

Siamo nella Sila piccola, in un altro angolo custodito dal Parco nazionale, una grande ricchezza per la Calabria e per la comunità locale.

Nel primo ventennio del Novecento il Corpo forestale dello Stato creò qui un complesso rustico per promuovere attività di rimboschimento e di protezione ambientale. Nel corso degli anni la struttura, compresa nel parco nazionale della Calabria, venne organizzata anche per ospitare turisti. Nel 2002 l’istituzione dell’ente Parco Sila e la nascita dei centri attrattivi, il Cupone nella Sila grande e, appunto, il Garcea a Villaggio Mancuso.

L’area di Monaco ospita oggi un patrimonio naturale: un centro di ambientamento e diffusione per caprioli e cervi, un nucleo dimostrativo per (tanti) daini e una gabbia di ambientamento per un meraviglioso esemplare di gufo reale. Ancora ci sono sentieri sensoriali per far conoscere ai piccoli flora e fauna e anche un percorso didattico destinato – con tabelle esplicative per la lettura a tatto – ad utenti ipovedenti e non vedenti. E ancora: boschi di faggio e di pino laricio, della riserva naturale biogenetica “Poverella”, accompagnano visitatori e turisti alla ricerca di aria pulita.

Si percepisce, quindi, che la tutela e la cura qui sono lavoro quotidiano. Un vero e proprio museo della biodiversità all’aperto, a metà strada fra Orme nel Parco e Alberolandia, due parchi avventura a misura di bambino.

Il centro Garcea (che è visitabile dalle 8 alle 19 da martedì a domenica) è attualmente gestito dal Parco nazionale della Sila e dal Reparto biodiversità dei Carabinieri di Catanzaro. Infatti le funzioni del Corpo forestale dello Stato – per effetto del d. lgs. n. 177/2016 – sono state trasferite al nucleo dei militari addetto alla conservazione delle specie naturali che prosegue nella collaborazione con il Parco per le attività di tutela e valorizzazione delle aree protette.

«La conservazione della biodiversità viene realizzata tenendo conto delle esigenze economiche, sociali e culturali, nonché delle particolarità regionali e locali» commenta Nicola Cucci, comandante del Reparto biodiversità di Catanzaro. «Tale situazione – aggiunge – costituisce una forte innovazione nella politica del settore in Italia ed in Europa in quanto si vuole favorire l’integrazione della tutela di habitat e specie animali e vegetali con le attività economiche e con le esigenze sociali e culturali delle popolazioni che vivono all’interno delle aree che fanno parte della rete Natura 2000».

«Pertanto tutelare l’ambiente e gli ecosistemi non può essere intesa unicamente quale mera azione di apposizione di vincoli o di attività repressiva di contrasto ai reati ambientali, seppur anch’essa necessaria ed indispensabile. Accanto all’azione di tutela dell’ambiente e delle aree protette – conclude il colonnello Cucci – è necessario attivare una incisiva attività di comunicazione e di sensibilizzazione sulle tematiche ambientali, attraverso una strategia che mira al raggiungimento di un modello di sviluppo che garantisca all'umanità un reale miglioramento della qualità della vita e nello stesso tempo preservi la vitalità e la diversità biologica della Terra».