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Lo Ius Soli, la paura, il cinismo

Lo Ius Soli, la paura, il cinismo
la pietà Iniziamo dai dati di fatto in nessun caso sottoposti alle opinioni.

Che rapporto c’è tra lo Ius soli e i disperati (maschi, femmine e minori) che arrivano in Calabria e in Italia? Assolutamente nessuno. Ripeto: nessuno. Neanche le donne incinte che talvolta affollano i barconi e sognano di “sgravare” in Europa arrivando a Reggio o Vibo, potrebbero avere un qualche “privilegio” futuro, cioè quello di far diventare i loro figli italiani con la legge sullo Ius soli. Chi nasce in Italia ma non è figlio di una coppia immigrata giuridicamente “regolare” che ha quindi diritto di stare in Italia (e anche di fare all’amore e far figli), non è italiano. Né può diventarlo se non ha già seguito un regolare ciclo di studi nel nostro paese. La legge già approvata alla Camera e ora arenatasi al Senato non concede alcuna opportunità futura a chi non si trova già in questa situazione. Insomma, nessuno tra gli sbarcati degli anni, dei mesi o dei giorni scorsi avrebbe o avrà la possibilità di utilizzare lo Ius soli per diventare cittadino del nostro paese.

L’argomento che l’approvazione della legge funzionerebbe come una calamita sui disperati che farebbero a gara per venire in Italia a far figli qui dato che potrebbero utilizzare la legge dello Ius soli per fare acquisire ai neonati la nazionalità italiana – carta canta - è una menzogna. La probabilità che grazie alla legge sullo Ius soli il nostro paese diventi meta privilegiata degli immigrati non è conseguenza della legge. E’ figlia, solo e soltanto, delle menzogne dei gruppi dirigenti del razzismo italiano. Un bacino che oscilla dalla Lega al M5s e coinvolge un altro mare di forze, spesso insospettabili e culturalmente nascoste, disposte ad agganciare queste menzogne per guadagnare qualche pugno di voti frugando tra gli italiani più spaventati. Che il paese sia in crisi e spaventato, del resto, non dipende dall’arrivo dei migranti, ma dall’incapacità antica del Belpaese a rispondere a bisogni elementari. La paura e un misto di rancori e difficoltà originati prima di tutto dal terrore per il futuro.

La legge sullo Ius soli, che il presidente del Consiglio ha dovuto bloccare dopo aver verificato che verrebbe bocciata dal Senato, serve invece ai ragazzi che vivono da anni in Italia, quelli che hanno frequentato le nostre scuole accanto ai nostri figli con cui sono amici e si frequentano, che parlano il dialetto riggitanu o di piazza Iolanda a Catanzaro, oltre ad un italiano molto migliore di quello dei nostri avi. Ragazzi che sono esattamente come i nostri ragazzi. Sono figli di immigrati regolari che hanno compiuto un ciclo regolare di studi nel nostro paese, fanno il tifo per la Juventus o per Totti. Diciamolo meglio: sono i bambini e i ragazzini che in prospettiva tengono in equilibrio il nostro paese e la nostra società che fa sempre meno figli, quelli che pagheranno i contributi per assicurare le pensioni dei futuri pensionati. Una umanità ampia che si vede discriminata e non capisce perché, che trova un limite nell’integrazione che è, invece, la valvola di sicurezza per il benessere del paese in un mondo dove, piaccia o no, barriere e frontiere non fermeranno il futuro degli esseri umani. E’ irresponsabile l’assalto allo Ius soli che potrebbe creare rancori e incomprensioni strutturali come quelle che hanno altrove già provocato sangue e dolore.

E’ ignobile il cinismo di chi pur sapendo esattamente come stanno le cose alimenta, sulla pelle di piccoli italiani incolpevoli, paure e timori con l’obiettivo di guadagnare qualche manciata di consensi tra i ceti più deboli e spaventati, mano capaci di difendersi dalle menzogne. Un paese che funziona così ha al suo interno qualcosa di profondamente malato, un male che potrebbe alla fine bruciare contro il paese.